mercoledì 20 aprile 2016 redazione@sora24.it

Sandro Gemmiti: «Con Vinciguerra abbiamo detto “no” al vecchio modo di fare politica»

Qui di seguito l’intervista al maestro Sandro Gemmiti, realizzata da M. Shalipour Jafari e G. Tiseo e pubblicata oggi dal quotidiano L’Inchiesta.

“Mancano meno di due mesi alle elezioni amministrative. A Sora la piattaforma civica “Insieme si può”, che presenta Augusto Vinciguerra come candidato a sindaco, ha come punti di riferimento ambiente, cultura ed i giovani. Al suo fianco c’è il maestro Sandro Gemmiti cui abbiamo rivolto alcune domande.

In che modo vi ritenete discontinui rispetto alle proposte delle altre liste e perché un potenziale elettore dovrebbe scegliere Vinciguerra?

«Sin dallo scorso anno, diverse persone dotate di grande spessore umano, culturale ed etico, si sono spontaneamente raccolte intorno a me, pregandomi di candidarmi come Sindaco. Sebbene avessi molte riserve, consapevole di un declino quasi irreversibile di Sora, ho incontrato tutti cercando di socializzare idee, principi, valori in cui credo e di verificarne l’accettazione da parte di tutti. La condivisione sull’etica, l’onestà e la necessità di conoscere, anche tecnicamente, l’impegno amministrativo, è stata unanime. Conosciamo tutti le difficoltà di movimenti che, seppure onesti, hanno fallito, nella concretezza dell’arte amministrativa. Intanto, il gruppo si arricchiva pian piano del contributo di tante donne illuminate e trasparenti, di uomini che avevano competenze preziose, grazie a incarichi di controlli di appalti di vari comuni. La sorpresa più grande era la loro passione civile e la stima indiscussa per la mia persona. Infine, sono arrivati i giovani con le loro idee innovative, meravigliose, ricche di creatività. Dopo tanti incontri, ho sciolto la riserva ed ho deciso di candidarmi a Sindaco. Naturalmente sono stato contattato da altri candidati, ma non ci piacevano né i tanti partiti alle loro spalle né certe ammucchiate con riciclaggio di personaggi vetusti, legati a poltrone, incapaci di dire di no perfino ad estremisti guerrafondai. Finalmente abbiamo incontrato Augusto Vinciguerra e, dopo alcuni irrinunciabili chiarimenti, abbiamo deciso di allearci con lui, per la comunanza di valori, progetti, ambiti da privilegiare nell’attività progettuale. A questo punto ho deciso di fare un passo indietro, lasciando che il dottor Vinciguerra diventasse il candidato a Sindaco, seppure tra qualche protesta dei miei sostenitori. Io non amo protagonismi o poltrone a tutti i costi e Vinciguerra è, oltreché in sintonia con la mia persona e con il gruppo, molto popolare qui a Sora! In sintesi, abbiamo detto di no a tutti quelli che ci hanno avvicinato, abbiamo conservato la fede nei valori dell’etica, della trasparenza delle nostre azioni, aggiungendo un plusvalore, anzi due: la passione e la preparazione, indispensabili nell’amministrare una città! Infine abbiamo un bel numero di donne estrose e piene di idee! Sarà valutato anche il problema dell’abbassamento delle tasse, compatibilmente con i fondi lasciati dall’attuale amministrazione e con proventi ricavati da un’ottimizzazione degli attuali servizi».

Alla convention di presentazione lei ha dichiarato di essersi messo a disposizione della lista del dottore, condividendone i tratti caratterizzanti. Ebbene qual è il suo ruolo all’interno del gruppo e da quale aspetto ritiene prioritario rispetto ad altri?

«Il mio ruolo, per ora, è variegato sebbene mi piacerebbe già scrivere nei dettagli, la parte culturale. Intanto rinsaldo il mio rapporto con il dottor Vinciguerra, con i due gruppi, favorendo la loro reciprocità, il raccordo, la capacità di lavorare insieme, di socializzare il programma, di aggiustarne il tiro, grazie anche all’ascolto attivo di tanta gente che incontriamo a cui possiamo promettere almeno, un’amministrazione più efficace di quella attuale. Rinforzo e incoraggio i candidati più timidi, timorosi di parlare in pubblico e curo, con gli altri, la circolarità di azioni, concordata sempre con Augusto Vinciguerra e i rapporti con la stampa, anch’essi condivisi! L’altra attività in cui sono fortemente impegnato è quella di censire tutte le eccellenze di Sora in ogni ambito: pittura, musica, arte, canto, danza, teatro, sport, imprenditoria, artigianato, carriere universitarie, etc. per dare a tante persone talentuose, la visibilità che meritano! Penso, per esempio a Donato Di Stefano, i fratelli Cedrone, Enzo Celli, Gioia Abballe e Simone Facchini, Luca Mascolo, Federico Mantova, Antonio Notari, per le donne in arte Alessandra De Michele, Capoccia, per lo sport Polsinelli. Intanto, cerco di individuare spazi inutilizzati, sperando ardentemente di costruire, insieme a qualche imprenditore, una location multifunzionale e capiente. Si potrebbe in tal modo dare spazio anche a convegni in videoconferenza con i nostri tanto amati connazionali all’estero».

Lei che è un uomo di grande cultura e di arte avrebbe in mente qualche idea per rilanciare manifestazioni artistiche a Sora, magari rivalutando l’apertura di impianti adibiti ad ospitare spettacoli in grado di attirare l’attenzione dei giovani, desiderosi anche di conoscere la storia del proprio territorio?

«Ho diverse idee, ma ne cito solo alcune, per brevità. Ho già lavorato a progetti di ampio respiro come quello relativo alla ricorrenza del centenario della prima guerra mondiale, realizzato in collaborazione con le Università di Varese, Potenza, Salerno, con il patrocinio del MIBACT e con le rispettive amministrazioni regionali e comunali in cui esse sono ubicate che ci hanno finanziato il progetto.  Abbiamo quindi valorizzato conferenzieri universitari, musicisti, attori, scenografi, esperti di informatica, tecnici addetti ad effetti speciali. Magari potremmo idearne un altro relativo alla seconda guerra mondiale, potendo fruire di testimonianze orali e non solo scritte, di tanti combattenti e di Resistenti del territorio! Aiuteremmo i ragazzi a comprendere meglio le loro radici e valorizzeremmo Arti varie e collaborazioni fruttuose con tanti partner. Naturalmente, intendo continuare i rapporti con il Giappone e la Cina, dove, con mio fratello, sono spesso invitato per concerti, conferenze e master class. Ormai sempre più Rettori di Università e Direttori di Accademie mi chiedono di accettare, in questa città, studenti di canto e di musica! Per non parlare del loro interesse per tutto ciò che è made in Italy che vorrebbero acquistare, a cominciare dai mobili di Sora, i vini, oggetti commerciali. Questa parte è solo accennata nel programma elettorale, ma verrà certamente dettagliata».

Che idea si è fatto del Gal? Ritiene che ciò possa dare dei benefici?

«Naturalmente apprezziamo tutti coloro che lavorano per rilanciare il nostro territorio! Il Gal può essere una buona fonte di risorse economiche. Ci auguriamo che il progetto sia finanziato e ben gestito»”.

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