26 luglio 2014 redazione@sora24.it
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Sanità: la Regione Lazio affianca un “tutor” alla manager Mastrobuono

“L’affiancamento del dottor Cirillo alla Mastrobuono è di fatto la certificazione, da parte della regione, del fallimento della manager della Asl che non ha saputo affrontare il compito assegnatole offrendo delle soluzioni ai più grossi problemi della sanità della nostra provincia”. E’ questa la sintesi del commento del coordinatore provinciale di Forza Italia Pasquale Ciacciarelli, all’indomani della notizia che rende nota la nomina del dottor Giovanni Cirillo a coordinatore della segreteria della Direzione Generale della Asl di Frosinone. “In sostanza sulla sua scrivania dovranno passare tutte le decisioni in materia di politica sanitaria nella nostra provincia.

Provo solo per un attimo ad immaginare il commento e le valutazioni dei nostri cittadini/pazienti. La protesta sotto gli uffici della Mastrobuono, successiva all’inerzia, evidenziata in termini di rilancio dell’offerta sanitaria nella nostra provincia, e al depotenziamento sostanziale degli ospedali maggiori del territorio, avrebbe dovuto spingere la Regione Lazio ad adottare misure urgenti per garantire i servizi sanitari ai nostri cittadini e non a dare risposte alla richiesta di poltrone da parte di alcuni.

Non mi meraviglierei, quindi, di uno scatto d’orgoglio della Mastrobuono con una lettera di dimissioni. Sappiamo bene tutti che la Mastrobuono non ha fallito per demeriti suoi ma esclusivamente perché vincolata dai limiti e dalle scelte imposte dall’Amministrazione regionale che pensa di risolvere i gravissimi limiti dell’offerta sanitaria nella nostra provincia con l’aggiunta di un ematologo a Frosinone, un pediatra a Cassino, uno ad Alatri ed uno a Sora, dove vorrebbe mandare anche due ortopedici.

Ma questo interessa ben poco ai cittadini, che vogliono una sanità provinciale più efficiente, un modello di offerta sanitaria completa e qualificata, che non deve costringere i nostri pazienti a rivolgersi ai centri romani o, peggio, d’oltre regione, con aggravi di costi per la cosiddetta migrazione passiva. Per questo, come ho già avuto modo di dichiarare – conclude Ciacciarelli – lasciamo da parte le lotte politiche intestine e fermiamo lo smantellamento della nostra sanità provinciale già in atto, che ha il solo scopo di favorire il malcelato perseguimento di un modello sanitario romano centrico. La sanità, in una società moderna e civile, è un diritto dei cittadini, non un lusso”.

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