6 giugno 2012 redazione@sora24.it
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SCHIFANI "SERVE OPERAZIONE VERITÀ, SE ALFANO AUTONOMO RILANCIA PDL"

ROMA (ITALPRESS) – “Se la crisi non fosse cosi’ aggressiva e lacerante, se la confusione delle idee non fosse cosi’ dispersiva e inconcludente, continuerei a stare rigorosamente entro i confini di quella terzieta’ che la carica istituzionale mi impone. Ma sarebbe come rinchiudersi tra le quattro mura del Palazzo e non sentire le voci, allarmate e dolenti, che arrivano da una Italia sempre piu’ stremata dalle difficolta’ economiche e sempre piu’ segnata dalla affannosa ricerca di una soluzione che ancora non si intravede”. Cosi’ il presidente del Senato, Renato Schifani, in una lettera-manifesto al Foglio, che sara’ pubblicata domani, in merito alla situazione del Pdl. “Si puo’ restare insensibili di fronte al lento sfilacciamento di un partito che e’ stato, e resta, l’architrave dell’Italia moderata e liberale? Io non me la sento di girare lo sguardo dall’altro lato. Credo – aggiunge Schifani – di potere rivendicare a pieno titolo il diritto di chiedere a Berlusconi e all’intera classe dirigente del Pdl un’operazione verita’. L’operazione verita’ deve riguardare soprattutto il nostro presente e il nostro futuro. Il nostro elettorato e’ visibilmente frastornato. Un giorno il Pdl approva l’Imu e il giorno dopo irrompe sulla scena una parte del Pdl, certamente la piu’ chiassosa, che minaccia di scendere in piazza contro l’Imu. Un giorno il Pdl approva i decreti, anche i piu’ duri, di Monti e il giorno dopo la parte piu’ colorita e populista del Pdl propone addirittura lo sciopero fiscale”.
Schifani osserva come “un giorno si ascoltano in televisione le piu’ convinte dichiarazioni di Berlusconi a sostegno di Monti e il giorno dopo, anche e soprattutto sui giornali che si professano berlusconiani, si leggono titoli improntati al grillismo piu’ avventato. Come meravigliarsi poi se la gente, soprattutto la nostra gente, non va a votare? Il nostro elettorato e’ salito sull’Aventino dell’astensionismo perche’ non capisce piu’ che cosa vogliamo, perche’ non vede piu’ nel Pdl ne’ la coerenza ne’ l’affidabilita’. Coerenza e affidabilita’ che non vedono piu’ nemmeno i nostri potenziali alleati, i cui comportamenti cominciano a spingersi oltre l’indicibile. Si pensi ai veti posti dal leader dell’Udc nei confronti di Berlusconi. Sono inaccettabili, non c’e’ dubbio, ma esigono una risposta politica. Non possiamo continuare, come nel deserto dei tartari, ad aspettare Casini mentre Casini, stando cosi’ le cose, non perde occasione per dirci che non vuole venire. Occorre, insomma, una linea politica che ci dica quantomeno se e’ strategicamente
preferibile contrastare Grillo con un grillismo d’imitazione o se non sia invece il caso di attestarsi su una linea di responsabilita’ che eviti al Paese di precipitare nel dissesto di bilancio e alla politica di trascinarci in una ingovernabilita’ simile a quella che si e’ determinata in Grecia con la frantumazione dei partiti. Sono convinto – aggiunge – che il grillismo ci porterebbe dritti all’isolamento e che la conseguente incapacita’ di riaggregare il blocco moderato sarebbe un danno enorme per la politica e, piu’ in generale, per la democrazia di questa amatissima Italia”.
Da qui, sottolinea la seconda carica dello Stato, “la mia richiesta di una urgente e ineludibile operazione verita’. La fara’ Berlusconi? Ci conto. E sono certo che stavolta il nostro presidente non si rivelera’ prigioniero della propria, incommensurabile generosita’. Oggi pero’ c’e’ in gioco non solo il futuro del Pdl ma anche il futuro del Paese. E Berlusconi, ne sono oltremodo sicuro, sapra’ prendere in tempo utile le decisioni piu’ opportune. Il Pdl, per fortuna, puo’ rivendicare davanti al mondo di avere avviato il rinnovamento ben prima che insorgesse il grillismo. La segreteria di Angelino Alfano ha segnato una svolta e ha dimostrato sul campo di sapere fare politica, di sapere incalzare Monti. Sono convinto – conclude Schifani – che, se sara’ in grado di guadagnarsi l’autonomia necessaria, avra’ tutte le carte in regola per rilanciare il Pdl, per riannodare i fili spezzati tra partito e societa’ civile, e per cercare tra i giovani, e soprattutto tra quei giovani che hanno una storia politica legata al territorio, le risorse necessarie per formare
una nuova classe dirigente”.

Fonte: www.italpress.com

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