19 maggio 2015 redazione@sora24.it
LETTO 1.611 VOLTE

Screening tiroideo nelle scuole superiori del territorio da parte di medici e personale del SS. Trinità

Oggi, 19 maggio 2015, dalle 8 alle 16 circa, nell’ambito della Settimana mondiale della tiroide, i medici e il personale dell’ospedale di Sora hanno realizzato una lodevole iniziativa: lo screening nelle scuole superiori del territorio. In qualità di amministratore del Comune di Sora ma, soprattutto, nelle vesti di vicepresidente Federsanità Anci Lazio, non posso che rivolgere un plauso al dott. Rodolfo Battista in qualità di responsabile, a tutto il personale paramedico della U.O. di Medicina, al dott. Anselmo Cioffi della U.O. di Nefrologia, al dott. Germano Tomei e al dott. Barone della U.O. di Radiologia. Questo staff del nosocomio sorano, con spirito di abnegazione e dedizione professionale, ha organizzato e partecipato, fuori l’orario di servizio, a questa giornata di screening della malattia tiroidea.

Ringrazio, inoltre, le dott.sse Sciarretta e D’Annibale che volontariamente hanno prestato la loro professionalità per questa nobile causa sociale. La mission di Federsanità è quella di individuare ed assicurare percorsi di integrazione socio sanitaria e socio assistenziale e lo screnning, infatti, è lo strumento più efficace che contribuisce e favorisce la prevenzione e la diagnosi precoce di malattie come quelle della tiroide.

La malattia tiroidea è diventata nel nostro territorio, una patologia sociale con risvolti preoccupanti e numericamente importanti. Ci troviamo in una zona ad alto rischio endemico per i noduli tiroidei anche in pazienti in età scolare. Infatti, dei 120 ragazzi delle scuole superiori del territorio esaminati oggi, di età tra i 19\20 anni circa, il 20% è risultato affetto da nodulo tiroideo. Ben vengano, quindi, le iniziative, come lo screening, che permettono una diagnosi precoce delle malattie. La tempestività diagnostica e una idonea terapia medica, e/o chirurgica, combinate permettono al paziente, una migliore qualità di vita e una risoluzione della patologia.

Maria Paola D’Orazio

Commenti

wpDiscuz
Menu