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martedì 1 settembre 2015 redazione@ciociaria24.net

Se non sei capoluogo ti tolgono anche le mutande. Il triste destino di Sora si ripete ancora

Ancora una volta la dura realtà che riguarda Sora produce i suoi effetti nefasti sul territorio che la riguarda e la circonda

E’ da mesi che il Presidente Angelo Prospero e il Consiglio della Conca postulano un nuovo modo di approcciare alle politiche del territorio, mentre debbono fronteggiare ancora un anno congiunturale . Per questo è stata ribadita la scelta di cooperare con gli sviluppi colturali di nicchia, con la riscoperta dei prodotti locali storici, con una agricoltura non invasiva e non pervasiva come offerta complementare di un piano strategico che lega l’occupazione e lo sviluppo a progetti di turismo che valorizzi il territorio e le sue risorse , ambientali,storiche , agricole e culturali. I settori richiamati sono al centro delle politiche e purtroppo delle polemiche europee che pongono a tutta la filiera agricola il dilemma EUROPA SI o EUROPA NO.

Il mondo agricolo italiano , quello degli imprenditori , che credono nella terra, non degli speculatori, per i quali la terra è solo una cedola come le altre,ravvisano la necessità di più EUROPA, in una Unione–Nazione – Regione che sburocraticizzino i rapporti e flessibilizzino le condizioni di appartenenza. In questa Europa l’azione della neofisiocrazia necessita di un governo delle acque che possa soddisfare in Italia la necessità di irrigare l’87% dei terreni , di fronteggiare frane 11.ooo nel dopoguerra e le alluvioni 5400 nello stesso arco di tempo, di creare occupazione attraverso l’agricoltura , il turismo culturale , religioso e escursionista, attraverso un mercato di prodotti di nicchia il tutto nello schema a cui la Conca di Sora collabora con enti pubblici ,privati e organizzazioni agricole.

La Conca ha maturato la convinzione della necessità di una maggiore vicinanza alle provvidenze utilizzabili della comunità e a perfezionare patti con strutture che garantiscano la massimalizzazione del risultato rispetto alle risorse. Mentre il Consorzio Conca di Sora, inteso come un insieme coeso in cui sono preponderanti gli interessi della collettività, prefigura soluzioni di ampio respiro e di portata storica, un potere politico piccolo piccolo , legato agli interessi delle fazioni e non del collettivo vuole sopprimere la Conca e con essa il patrimonio di democrazia e di autonomia dei consorziati.

Questo è un altro vulnus che con la complicità dei soliti politici che si ricordano del territorio solo al momento del voto, viene inferto alla Ciociaria, considerata alla stregua di una appendice trascurabile della regione e di fatto subalterna alla provincia di Latina. Alla politica di piccolo cabotaggio della regione Lazio, la Conca e i consorziati con essa continuano nell’impegno a promuovere accordi territoriali, l’uso delle energie alternative, la collaborazione piena sul piano progettuale, per creare le condizioni di indirizzare il modello di sviluppo del territorio attraverso la sua salvaguardia , la sua promozione, il suo utilizzo, non sfruttamento,collegato con l’impiego di energie pulite e rinnovabili creando le condizioni per un incremento occupazionale.

Sono convinto, che la capillarità della presenza e il decentramento decisionale sia funzionale ad una gestione efficiente e tempestiva, gli accorpamenti e le distanze fisiche generano burocrazia e allontanare le istanze decisionali dai cittadini si risolve in ostacoli all’esercizio democratico dei diritti e privilegia chi detiene il potere. I Consorzi sono organismi democratici , che si autogestiscono anche sul piano finanziario, facciamo decidere i titolari del diritto attraverso l’esercizio delle regole democratiche a cui si richiamano.

Rodolfo Damiani

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