29 giugno 2014 redazione@sora24.it
LETTO 470 VOLTE

Settimana decisiva per le sorti dell’Ospedale SS. Trinità

«La settimana che si apre è decisiva per conoscere finalmente le sorti del reparto di ortopedia e, di conseguenza, del “SS. Trinità”. I nodi verranno finalmente al pettine! Si saprà se quelle di Zingaretti erano promesse da marinaio oppure no. Tuttavia, è opportuno non dimenticare i dati attuali: ortopedia è chiusa ed il personale destinato presso altri reparti o strutture; pediatria e cardiologia sono a forte rischio; la farmacia ospedaliera non naviga in buone acque (si ricordi che, in provincia, gli ospedali che hanno perso la farmacia hanno chiuso nel giro di un anno).

Nato negli anni settanta l’ospedale doveva essere un punto di riferimento interregionale, un vero è proprio policlinico, che con l’allora facoltà di medicina, la caserma CAR ed il Tribunale, sarebbe dovuto essere il volano per l’economia locale e far sviluppare un importante indotto. Oggi, al contrario, si rischia di vedere ridotto ai minimi termini l’ospedale, mentre la scuola di specializzazione per infermieri in parte è già stata traferita a Ceccano. Si tratta di una prospettiva inaccettabile! Sora ha perso tanti pezzi negli ultimi decenni, altre città vicine sono riuscite a difendersi, dov’era la classe politica locale? Perché non ha difeso il proprio territorio? Meritano ancora la nostra fiducia di elettori?

Nel frattempo prosegue, lento ed inesorabile, lo smantellamento della sanità pubblica in favore di quella privata, eloquente il mancato taglio di 58 posti letto in convenzione, non c’è divisione politica che tenga. Il centrodestra, prima, ed il centrosinistra, ora, non hanno migliorato la risposta sanitaria sul territorio. Anziché combattere una guerra senza quartiere contro gli sprechi, si tagliano e colpiscono i servizi.

Ovviamente, per il bene di tutti gli abitanti del distretto C dell’A.S.L., si spera che la situazione volga al meglio e le promesse vengano mantenute, purtroppo molti dubbi sembrano affiorare al riguardo ed è sufficiente fare alcune considerazioni.

La prima considerazione è che negli ultimi 25 anni, in un costante gioco del “bastone e della carota”, vari politici di turno, locali e non, hanno fatto tante promesse sull’ospedale – poche o nessuna mantenuta – mentre i tagli sono stati reali; con il passare del tempo sono stati persi reparti, posti letto e personale.

La seconda riguarda il Presidente della Regione, egli ha promesso che i reparti esistenti saranno salvaguardati ed in più ha garantito che Sora diverrà un polo oncologico di rilievo regionale, si vedrà! Forse la mossa è servita per prendere tempo e far allentare la tensione alla cittadinanza. Resta vitale una Sua rassicurazione scritta sulla classificazione del nostro nosocomio come un DEA di I° livello. Comunque, inviare un oncologo, seppur di fama, ma prossimo alla pensione sa tanto di contentino, non sembra un’azione adeguata per gettare le basi per la nascita – lunga e costosa – di un polo d’eccellenza. Probabilmente, alla fine si avrà un reparto oncologico che, per un breve periodo, potrà vantare un luminare come consulente. Inoltre, sono stati promessi – senza essere minimamente quantificati – importanti investimenti. Sorge una domanda: con quali soldi si faranno questi “importanti investimenti” se non ci sono neanche quelli per rinnovare i contratti dei medici? Un’altra domanda alla quale nessuno risponderà è: perché nell’incontro con i sindaci, al quale ha partecipato il Prefetto, il Presidente Zingaretti ha indicato una strada che il Direttore Generale dell’A.S.L. non sembra percorrere? è un gioco delle parti? Se così fosse, per favore risparmiatevelo e dimettetevi.

Non si dimentichi il discorso delle deroghe del personale applicato su base regionale a discapito delle province, con conseguente aggravamento della situazione della sanità locale.

Ormai il progetto del PD, in regione, sembra puntare su una sanità provinciale “bipolare” con Frosinone e Cassino, ospedali principali, e Sora ed Alatri come strutture di supporto per la lungo degenza. Con buona pace del nosocomio sorano che forse avrà un repartino civetta in più. Di questo passo, magari, trasferiranno anche il Distretto Sanitario, forse ad Isola del Liri, chissà! In tutto questo il PD locale (il primo partito a Sora dopo le europee) afferma che si sta dando da fare per salvare il “Ss. Trinità”. Non si limiti a fare riunioni con esponenti di spicco che prestano le solite garanzie sull’ospedale o addirittura parlano di potenziamento! Inizi a guadagnarsi sul territorio i voti e a non amministrare quelli di Renzi, metta il bastone nelle ruote delle scelte politiche regionali, agisca con forza e decisone senza paura di non rispettare gli ordini della Segreteria del partito. Provi almeno ad invitare il Presidente Zingaretti a Sora per fargli spiegare (quantificando gli importi degli investimenti in favore dell’ospedale) in prima persona ai cittadini la propria politica sulla sanità.

La terza ed ultima considerazione è relativa all’azione degli amministratori locali, alla precisa domanda di una giornalista “Cosa dirà a Zingaretti lunedì?” il Sindaco di Sora rispose: “…chiederemo: Sora sarà classificata D.E.A. di 1° livello? Si o no? Non ci sono mezze misure… Devono garantire il D.E.A. di 1° livello.”

Far classificare Sora D.E.A. di 1° livello è una scelta ampiamente condivisa; la meno costosa e la più facile da perseguire considerato che il “Ss. Trinità” non è lontanissimo da tale livello. Purtroppo l’esito dell’incontro, nonostante la forza proveniente dalle migliaia di persone che hanno partecipato alla fiaccolata, non ha dato i frutti sperati; è stato definito positivo un incontro in cui di fatto non si è ottenuto niente, se non semplici promesse. A ciò si deve aggiungere che anche se dovessero arrivare i due ortopedici necessari alla riapertura del reparto continueranno a perdurare tutte le altre criticità. L’incontro si è tradotto, almeno al momento attuale, in una sconfitta di tutte le istituzioni locali, seppur con qualche distinguo in positivo ed anche in negativo. Era lecito pretendere molto di più dal Presidente Zingaretti.

Nel caso ortopedia non dovesse riaprire o gli altri reparti continuino a lavorare nelle attuali difficoltà, ai Sindaci che avevano minacciato la restituzione della fascia tricolore al Prefetto, si fa presente che la Prefettura si trova a Frosinone, in Piazza della Libertà, 14, gli uffici sono aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle 13.00.

È evidente come sia necessario che la politica tutta, sia a livello locale che regionale, ponga al centro della sua azione e come primo obiettivo da raggiungere il benessere delle persone. Nient’altro! Gli attivisti locali daranno supporto ad ogni utile azione che i Consiglieri Regionali del MoVimento intraprenderanno al fine di garantire un diritto alla salute a misura d’uomo, nel pieno rispetto della Costituzione. Inoltre, verrà ulteriormente intensificata la collaborazione con gli altri attivisti della provincia affinché si affermi un modello di sanità accessibile a chiunque e con livelli di assistenza adeguati.»

Il portavoce ed organizer del meetup Fabrizio Pintori

Commenti

wpDiscuz
Menu