26 ottobre 2012 redazione@sora24.it
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Silvio che lascia “per amore” e la Casta degli intoccabili (di Sacha Sirolli)

Dopo 18 anni Silvio Berlusconi fa un passo indietro “per amore dell’Italia”. Così il Cav annuncia il suo ritiro (parziale) dalla politica. “Non ripresenterò la mia candidatura a premier ma rimango a fianco dei più giovani che debbono giocare e fare gol. Ho ancora buoni muscoli e un po’ di testa, ma quel che mi spetta è dare consigli, offrire memoria, raccontare e giudicare senza intrusività”. Insomma quel diavolo dell’ex presidente del Milan sarebbe pronto per il suo nuovo ruolo: non più punta di diamante del popolo del centro destra ma allenatore dei giovani pidiellini. “Sta al Popolo della Libertà, al segretario Angelino Alfano, e a una generazione giovane che riproduca il miracolo del 1994, dare una seria e impegnativa battaglia per fermare questa deriva”. Aggiunge Berlusconi come riportato da www.wallstreetitalia.com.

Quindi il Cavaliere lancia le prime storiche primarie del Pdl: “Con elezioni primarie aperte nel Pdl, sapremo entro dicembre chi sarà il mio successore, dopo una competizione serena e libera tra personalità diverse e idee diverse cementate da valori comuni”, annuncia Berlusconi. Il voto sarà fissato “a breve” e il Cavaliere suggerisce il 16/12. A sinistra non si fidano e non ci credono, dall’ex rivale Prodi all’Unità. I primi a scendere in campo intanto sono Alfano, la Santanchè e Galan. Intanto Berlusconi sventola ancora il pericolo rosso. “La continuità con lo sforzo riformatore cominciato diciotto anni fa è in pericolo serio – scrive l’ex presidente del Consiglio – Una coalizione di sinistra che vuole tornare indietro alle logiche di centralizzazione pianificatrice che hanno prodotto la montagna del debito pubblico e l’esplosione del paese corporativo e pigro che conosciamo, chiede di governare con uno stuolo di professionisti di partito educati e formati nelle vecchie ideologie egualitarie, solidariste e collettiviste del Novecento”.

Per me tuttavia il punto della giornata non è tanto l’addio del Cav, vero o presunto, ma il clamoroso niet ai tagli ai costi della politica. La commissione Bicamerale per gli Affari regionali ha bocciato il decreto sui tagli ai costi della politica di Regioni e Enti locali. Si tratta, sottolinea la versione online de Il Messaggero del 25 ottobre, di un «parere contrario» secco dato alle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera che esaminano nel merito il testo.

La casta come al solito predica bene ma alla resa dei fatti è sempre più intoccabile. E chiedono il voto, con quali nuove promesse?

Così, a mio avviso, si apre una autostrada al non voto, all’antipolitica e a Grillo.

Altro che primarie del Pd o del Pdl.

Il direttore responsabile di Sora24 – SACHA SIROLLI

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