26 ottobre 2012 redazione@sora24.it
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Sisma 5.0 Richter a Mormanno, sul Pollino, in Calabria: un amico me ne parlava Martedì sera… (di Lorenzo Mascolo)

All’1:05 di questa notte un sisma di magnitudo 5.0 Richter è stato registrato in Calabria e Basilicata, con epicentro a Mormanno, nella zona del Pollino. Un anziano è morto di infarto, si registrano crolli ed evaquazioni, numerosi feriti sono stati trasportati negli ospedali della zona.

Forse non ci crederete, ma proprio Martedì sera ho parlato con un caro amico di inquinamento ambientale, certamente non in modo tecnico bensì come facciamo più o meno tutti ossia commentando i fatti.  Successivamente il discorso si è spostato su L’Aquila e, in particolare sulla condanna della commissione Grandi Rischi. Infine lo sciame sismico in Calabria: “Una zona enormemente a rischio è quella del Pollinoha affermato il mio amico. A Mormanno, ad esempio, lo sciame sismico continua ininterrottamente da anni. Si dovrebbe fare qualcosa: avvisare la popolazione, controllare le abitazioni, insomma rendere consapevoli le persone che vivono in costruzioni realizzate in modo precario che la loro vita è in pericolo”. Ipse dixit.

Questa notte l’involontaria previsione nefasta si è trasformata in realtà. Ovviamente non dirò mai il nome della persona con cui ho parlato, anche perché il nocciolo della questione è un altro e si può riassumere in un quesito: se un normale cittadino è consapevole dei rischi sismici che si corrono in determinate zone d’Italia, a tal punto da aspettarsi una forte scossa da un momento all’altro, perché le istituzioni vengono colte sempre di sorpresa?

Un dispaccio di domenica 21 Ottobre recitava così: “Una nuova scossa di terremoto, di magnitudo 2.2, è stata registrata alle 2:42 nella zona del massiccio del Pollino, teatro da oltre un anno di uno sciame sismico di più di 600 scosse. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma si è verificato a 8,7 km di profondità”.

A quanto pare tutti conoscevamo la gravità della situazione: sta di fatto che provvedimenti non ne sono stati presi. Del resto, cosa fare in occasioni del genere? Una evaquazione di massa della popolazione, la cui collocazione provvisoria diventerebbe un enorme problema logistico ed economico? E’ da escludere. Diffondere panico e previsioni agghiaccianti tra la gente, portandola all’esasperazione? Neanche. Ebbene? Umilmente e senza pretese, penso che si potrebbe comunicare alle persone che vivono in case pericolanti – come ha affermato il mio amico – il rischio che corrono. Di più, personalmente, non saprei fare.

Lorenzo Mascolo – 24Network

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