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«Soltanto tre carri?». Salviamo il Carnevale del Liri, non è solo una questione di soldi

Pubblicato ilmercoledì 10 febbraio 2016   
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«Soltanto tre carri?». Questa la domanda più gettonata tra le migliaia di persone che ieri pomeriggio hanno riempito le strade di Sora. Chiaramente tale quesito non era rivolto a tutti coloro che con il proprio impegno hanno fatto sì che la manifestazione potesse organizzarsi anche quest’anno, nonostante l’infinito periodo di magra (solo per il popolo) che dura oramai da un decennio e condizioni meteo incerte fino all’ultimo.

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Al contrario, la domanda era rivolta a coloro che dovrebbero incominciare già da oggi a escogitare soluzioni in grado di rilanciare l’unica grande manifestazione capace di richiamare sistematicamente ogni anno migliaia persone nel centro cittadino (le foto parlano chiaro). Tutto questo accade perché il Carnevale del Liri è tradizione.

Ancora una volta abbiamo dovuto ascoltare i malinconici riferimenti ai magnifici carri degli anni ‘60 e ’70, anni in cui l’Italia non navigava nell’oro, nonostante il boom economico, ma c’era comunque più passione e dedizione per l’evento. Ancora una volta abbiamo dovuto ascoltare commenti lapidari della serie «è fenite pure Carnuale», nonostante non sia affatto finito grazie alla puntuale grande partecipazione popolare.

Certamente tre carri sono pochi rispetto ai sette/otto dei primi anni duemila oppure ai dieci degli anni precedenti, ma il problema non è circoscritto ad una mera questione economica come cercano di farci credere. La fase di stallo del Carnevale del Liri, al contrario, è soprattutto la diretta conseguenza della mancanza di amore umile (e quindi vero) per la città, non da parte della gente, che si percepisce oramai da qualche anno e che ci ha portato a perdere anche altre cose preziose e storiche in altri settori.

Ciononostante, grazie all’incrollabile fedeltà dei Sorani e non solo alle tradizioni, ieri pomeriggio abbiamo ammirato ancora una volta tanta voglia di onorare la manifestazione, sia da parte dei personaggi in maschera sui carri che della gente in strada, proprio perché il Carnevale fa parte di noi ma soprattutto è un giorno dedicato ai bambini. Sarebbe un peccato mortale permettere il mesto declino dell’evento, pertanto l’obiettivo principale da qui all’anno prossimo deve consistere nella risalita anche minima del numero dei carri.

Ci sono menti e braccia molto capaci qui a Sora, disponibili a collaborare e a partecipare, lo abbiamo visto chiaramente anche ieri. Quello che manca e che alla lunga potrebbe scoraggiare anche i “fedelissimi” è la mancanza di passione istituzionale, l’amore da parte di chi dovrebbe trasmettere amore per le nostre tradizioni, una trasformazione energetica che, ahimé, non si compra…

Lorenzo Mascolo

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