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SORA – A grande richiesta aperta gratuitamente la Biblioteca Diocesana “C. Baronio”

Pubblicato ilmercoledì 28 settembre 2016   
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A grande richiesta,bis. È stato un vero e grande successo,sabato scorso, l’apertura ai visitatori della mostra del libro antico presso la Biblioteca Diocesana “C. Baronio” di Sora, in Episcopio, per le Giornate Europee del Patrimonio. In tanti non hanno potuto fruire di questa possibilità. La partecipazione è stata veramente alta e numerosissimi sono stati i visitatori provenienti soprattutto da fuori Sora, assieme ai giovani del Liceo Scientifico “L. Da Vinci” ed agli alunni della Scuola Primaria “A. La Rocca” di Valleradice-Campopiano.

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E così i curatori, la dott.ssa Romina Rea ed il prof. Lucio Meglio, in accordo e con il sostegno del direttore, preside Claudio Basile e del vescovo, mons. Gerardo Antonazzo, hanno deciso di prolungare l’evento espositivo anche per la giornata di sabato 1° ottobre, dalle ore 9.30 alle 12.30. A Sora, allora, si rinnova questo eccezionale appuntamento, proprio grazie ai curatori della “Biblioteca Diocesana” .

Aperta al pubblico il 9 dicembre 2002, per volontà del vescovo del tempo, padre Luca Brandolini e grazie alla ferma determinazione dell’attuale direttore, preside Claudio Basile, la Biblioteca Diocesana, con i suoi 4.225 volumi in dotazione al Fondo Antico, editi tra il 1501 e il 1830 ed i cinque preziosi incunaboli, costituisce uno dei maggiori patrimoni librari della provincia di Frosinone. Sabato prossimo verrà così riproposto un itinerario culturale di altissimo livello attraverso questa mostra bibliografica, mostrando per la seconda volta alla Città ed all’intero territorio, una scelta di manoscritti e libri rari e preziosi, che fanno parte del proprio ricco patrimonio documentario.

“Finalità della mostra, affermano la dott.ssa Romina Rea, addetta alla biblioteca diocesana ed il prof. Lucio Meglio, dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, curatori dell’importante evento, sarà quella di incuriosire il visitatore, invitandolo a un’osservazione più attenta e consapevole della storia del libro. Il percorso dell’esposizione, aggiungono, si snoderà lungo i secoli: a partire dal manoscritto quattrocentesco e passando per il primo libro a stampa, l’incunabolo, che significa il libro nella culla, si potranno ammirare i primi manufatti della stampa a torchio introdotta da Gutenberg e attraversando i secoli XVII e XVIII, ci si avvicinerà all’Ottocento”.

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