29 ottobre 2013 redazione@sora24.it
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Sora di una volta nel racconto di Massimo Ciatti, storico vigile urbano entrato in servizio nel 1962

È stato ed è un personaggio della Sora di una volta, quella di cinquanta anni fa, quando divenne “Vigile Urbano”. Oggi, Massimo, ha tanti ricordi. Sempre disponibile, attento, preciso e puntuale  sa tutto, proprio tutto della storia della Città di questi ultimi dieci lustri e più. Era giovane allora,  quando il 1° novembre 1962 assunse servizio presso il Comune di Sora come “Guardia Municipale”. Fu una giornata indimenticabile per lui, sia per aver indossato per la prima volta  la divisa, nuova di zecca, sia per le avverse condizioni atmosferiche che quella mattina si presentarono copiose su Sora. Queste sono alcune sue memorie che desideriamo condividere, soprattutto con chi, giovane non è più, ma continua a pensare a Sora com’era e vedere Sora, oggi com’é. Ci sono dentro le emozioni, i valori, i sentimenti di chi ha creduto nel proprio lavoro e nella sua autentica “soranità”.

“Fui assegnato, ci dice Massimo Ciatti, come primo servizio, al Cimitero, in Via Marsicana-Bivio S. Nicola. Trovai riparo, per l’abbondante pioggia che veniva giù, sotto l’ombrello di Mario De Gregoris quando dovevo disbrigare il traffico, ma quando la circolazione lo permetteva, mi riparavo sotto la pensilina della stalla di “Peppenòtte”, attualmente negozio “Gelo Market”. Fui assunto, a seguito di un regolare concorso, insieme con i Vigili Urbani: Pasquale Urbani, Giancarlo Angelini, Vincenzo Di Lollo, Meta Alessandro  e Vincenzo De Ciantis.

La vigilia del 31 ottobre, trovai a casa una confezione-regalo, contenente un orologio, dono degli amici: don Bruno Antonellis, Claudio Basile, Vinicio Caschera, Carlo Fabrizio, Mario De Gregoris, Cesare Camastro. La stessa vigilia, per assolvere al mio nuovo compito, comprai presso il negozio di Emilio Carnevale in Via Attilio Regolo, al prezzo di 31.000 lire, una bicicletta marca “Legnano”, frutto del risparmio accumulato durante l’estate per prestazioni bandistiche con il Concerto bandistico di Isola del Liri.

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Subito dopo pochi giorni, fui assegnato all’Ufficio Elettorale per preparare gli atti riguardanti le competizioni elettorali che si sarebbero svolte dopo pochi mesi. La scelta cadde su di me, poiché ero esperto della punzonatura delle targhette,ciascuna intestata ad ogni elettore. Queste dovevano successivamente servire per la stampa delle liste elettorali, delle schede e dei certificati. Pertanto il mio servizio si svolgeva sia per strada, come Vigile Urbano, sia presso l’Ufficio Elettorale. Nel 1968 iniziai a svolgere il servizio presso il Comando dei Vigili Urbani.

Qui conobbi la Rivista “Crocevia”; mi abbonai e scoprii così la festa di San Sebastiano, patrono dei Vigili Urbani, che si svolgeva in altre zone d’Italia, ma non in provincia di Frosinone. Pensai di organizzare anche a Sora la festa del patrono dei Vigili Urbani:era il 1969. La finalità che gli diedi fu quella di proporre un incontro cordiale e di preghiera tra i vigili urbani in servizio, quelli collocati a riposo e le famiglie dei colleghi deceduti. Infatti mi adoperai a reperire i nomi e gli indirizzi degli ex Vigili. La prima festa, continua  Massimo Ciatti, fu organizzata in modo riservato presso la Chiesa di S. Restituta. La messa fu celebrata da mons. Vincenzo Marciano.

Parteciparono tutti i Vigili Urbani, gli ex colleghi, le famiglie dei Vigili defunti e l’assessore Ubaldo Donfrancesco,in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale. Un piccolo rinfresco fu allestito presso la sacrestia della Chiesa. Anche l’anno successivo la festa fu celebrata a S. Restituta e cominciò a concelebrare anche don Domenico Del Vecchio, il quale con la sua presenza continua, divenne di fatto Cappellano dei Vigili Urbani. Successivamente pensai di celebrare la ricorrenza nelle varie chiese di Sora. La prima Chiesa, dopo quella di S. Restituta, fu la Cattedrale. Decidemmo, il sottoscritto e il Comandante dei Vigili Urbani di allora,il ten. Benito Marsilio, di invitare anche S. E. mons. Carlo Minchiatti. Il Vescovo accettò sempre l’invito. Estendemmo l’invito anche al Sindaco, alla Giunta, ai Consiglieri, alle rappresentanze delle forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia di Stato, Polstrada, Guardia di Finanza, Guardia Forestale ed Esercito.

Gli anni successivi ci spostammo nella Chiesa di San Francesco. La partecipazione era sempre più numerosa e, di anno in anno, aumentava la presenza di persone qualificate: Pretore, Comandante dei Vigili Urbani di Frosinone, di Isola del Liri, di Arpino. Un anno partecipò anche il dott. Tramontano, dirigente della Prefettura con delega alle infrazioni al Codice della Strada. Il rinfresco veniva organizzato e allestito con cura, di volta in volta, in varie sedi: Sala dei Canonici in Cattedrale, Salone della Confraternita di San Francesco, Sala Consiliare del Comune. I Vigili Urbani offrivano sempre  un sontuoso rinfresco. Si disponeva, in sede di ripartizione della Befana del Vigile, di mettere da parte le offerte, liquori, vini, dolci e spumanti.

Dopo il rinfresco ci portavamo presso il Motel Valentino dove l’indimenticato “Tonino”, era solito offrire a tutti noi Vigili una ricchissima e sontuosa cena. Durante la quale il carissimo amico soleva fare degli scherzi di qualsiasi genere a tutti. Ho curato tutto ciò, sempre con il sostegno morale e materiale del Comandante, Benito Marsilio, fino al 1975. Proprio in quell’anno il 18 gennaio, mentre festeggiavamo la maggiore età della mia commare Annamaria, presso la casa di Vincenzo De Ciantis, fui raggiunto dalla notizia che mio fratello stava morendo a Guidonia. I funerali si svolsero proprio il pomeriggio del 20 gennaio. Vi parteciparono una moltitudine di persone, ma in modo particolare tutti i Vigili Urbani”. Massimo Ciatti avrebbe ancora tanto da raccontare e sicuramente ci sarà una prossima volta.

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