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Sora: dopo la bomba d’acqua, il ciclone Tersigni

Pubblicato ilmartedì 30 giugno 2015   
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Chiarisco prima di tutto che le violente precipitazioni che hanno colpito, in modo particolare, la città di Sora la settimana scorsa, definite da alcuni con superflua ironia, “temporale estivo”, sono state descritte da autorevoli siti di meteorologia come un violento nubifragio.

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Molti sono stati i disagi causati dalla pioggia che, in poco più di mezz’ora, è caduta in quantità elevatissime. Quale amministratore e capo della Protezione civile il primo pensiero post emergenza è stato quello di verificare quali circostanze avessero portato all’allagamento di numerose strade. Senza interessarsi minimamente delle reali cause che hanno determinato i disagi, qualcun’altro, invece, ha pensato bene di sfruttare la difficile situazione per innescare la solita sterile polemica che niente ha a che fare con la sicurezza della città ma volta unicamente a denigrare l’operato dell’amministrazione con inesatte e semplicistiche spiegazioni da pseudo esperti di idraulica da strapazzo.

Da me sentiti i tecnici comunali, viceversa, è stato subito evidente che gli allagamenti non sono stati determinati dalla mancanza di manutenzione dei tombini che, come da illustrazione fotografica, erano perfettamente funzionanti. Il problema è scaturito dal fatto che al depuratore, che lavora sempre a livelli costanti di liquidi, sono affluite rapidamente elevatissimi quantitativi di acqua. Programmato in una certa maniera, il sistema ha continuato a depurare normalmente rallentando il decorso delle acque finché, sul posto, allertato dagli uffici comunali, si è recato un tecnico Acea che, azionando manualmente il dispositivo di bypass (non automatico), ha consentito il defluire veloce delle acque.

Una volta eliminato il rallentamento, nel giro di circa 15 minuti, la situazione è tornata alla normalità e i tombini sono riusciti ad assorbire tutta l’acqua liberando le strade. Questa precisazione è dovuta per onestà d’informazione nei confronti dei cittadini e per rispetto del lavoro degli addetti alla manutenzione che, nei limiti del possibile, si occupano costantemente della cura dei tombini e dei canali di scolo.

E’ da evidenziare, purtroppo, che in alcuni chiusini sono spesso rinvenuti interi lenzuoli, indumenti e stracci che intasano le fognature. Si chiede, pertanto, la massima collaborazione ai cittadini che dovrebbero assolutamente evitare di gettare materiale di questo tipo che causa di gravi problematiche alla rete fognaria.

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