martedì 14 luglio 2015 redazione@sora24.it

«Sora è deserta? Vi spiego io il perché». Lo sfogo di un commerciante sorano

L’estate sorana 2015 è cominciata come al solito con una valanga di proteste. Centro storico deserto, programma striminzito, cronica mancanza di fondi: insomma, i tempi d’oro del quinquennio 2000/2005, per intenderci quelli con un mese di manifestazioni nel Palatenda invernale, quelli di Donne in Celluloide con personaggi del calibro di Lina Vertmuller, quelli della scacchiera vivente e di innumerevoli altre manifestazioni, con Francesco Ganino sindaco, Antonio Lombardi assessore e Enzo Di Stefano in Regione, sono lontani anni luce.

Di chi è la colpa? Anzitutto dei politici locali, essenzialmente per due motivi: primo, perché se un paio di anni fa, in occasione delle Regionali 2013, fossero stati in grado di evitare quel gioco al massacro che tanto amano, anteponendo gli interessi della città alle sciocche guerre personali, in questo momento staremmo parlando d’altro. Ma la politica, si sa, non unisce bensì divide, non solo a Sora. Secondo, perché dovrebbero essere capaci, durante i loro mandati, di consolidare almeno una grande manifestazione trasformandola in appuntamento fisso, in punto di riferimento, come lo è ad esempio il Liri Blues ad Isola del Liri.

Una porzione di colpa, però, è anche di noi sorani, o meglio questa è l’opinione di un commerciante che abbiamo incrociato per caso l’altra sera e che si è letteralmente sfogato diventando paonazzo in volto per la rabbia, mentre guardava il corso desolatamente vuoto.

«Vuoi sapere perché Sora è deserta? – ha esordito come un fiume in piena – Te lo dico io! Ti sei mai chiesto perché tantissimi sorani vanno abitualmente ad Isola del Liri, ma gli isolani non vengono mai a passeggiare a Sora? O almeno non lo fanno in numero quantomeno paragonabile al nostro? Per essere ancora più chiaro ti faccio un esempio: l’altro giorno un mio vecchio cliente di Frosinone mi ha confessato che, nonostante ami molto recarsi a Sora, da un po’ di tempo rinuncia a farlo perché quando viene non è più sereno come un tempo. Capito? Ma di che stiamo parlando? Caro mio, tu che scrivi sempre sulla soranità, sappi una cosa: abbiamo totalmente dilapidato quel patrimonio di accoglienza che ci fece grandi. Un tempo eravamo il fulcro commerciale di tutto il territorio, perché sapevamo vendere quello che avevamo, ma soprattutto conoscevamo il significato della parola ospitalità e l’importanza del cliente, due fattori che, interpretati correttamente, portano profitto. Oggi invece siamo bravissimi a cacciare la gente di fuori, compresi i loro soldi, che vanno ad arricchire le casse di altri paesi insieme ai nostri. Così non andremo molto lontano. Per favore, non scrivere il mio nome, perché qui oramai non si è neanche più liberi di esprimere un’opinione. Stammi bene…». Amen.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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