11 aprile 2014 redazione@sora24.it
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SORA – Il segreto di Giuseppe… cronaca di un matrimonio d’eccezione! (di Antonella Paniccia)

Sono le 18,30 di un bellissimo pomeriggio d’aprile. La consueta, pigra tranquillità di Corso Volsci all’improvviso si anima quando, silenziosamente, arriva una bianca, chilometrica limousine e, quasi scivolando sull’asfalto, va elegantemente a parcheggiare proprio davanti alla chiesa di S. Spirito, nel cuore della città. La folla subito si assiepa per curiosare mentre, con disinvoltura, l’autista apre lo sportello…ed ecco, quasi come una nuvola, esce Licia: alta, elegante, sorridente, radiosa.

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E commossa. Molto. Come potrebbe non esserlo? Oggi, 8 aprile, è l’anniversario del suo matrimonio con Giuseppe! Ad attenderli, fuori della chiesa, è già schierato in perfetto ordine un picchetto d’onore con sei splendide vigilesse in smagliante uniforme… Gli sposi sfilano veloci sotto le spade sguainate e, accompagnati dagli applausi, infilano la porta della chiesa. Ospiti elegantissimi, guida rossa sul pavimento, fiori bianchi e rossi ad ogni angolo dell’altare e don Giovanni de Ciantis, sull’altare, pronto a celebrare. La cerimonia inizia subito con i canti del coro: meravigliosi ragazzi coi quali Giuseppe si ritrova a cantare e suonare la domenica pomeriggio proprio in questa chiesa. Ed è qui, in questo incantevole scenario, che Giuseppe Grossi e Licia Migliozzi hanno varcato la soglia dei 25 anni di matrimonio ed hanno riconfermato il loro sogno di una vita insieme!

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Originale e briosa, ricca di significati, l’omelia di don Giovanni: ”Giuseppe, sai dirmi un difetto di tua moglie?”. Giuseppe dapprima esita, fruga nella mente, fatica a trovare il difetto, poi felice esclama: ”E’ troppo precisa!”. Sorride Licia, per nulla turbata da un commento che vuole essere un riconoscimento, un’ulteriore prova d’affetto. “E sai dirmi chi di voi due sarebbe pronto a dare la vita per l’altro?” prosegue implacabile, con un sorriso, don Giovanni. “Lei!” – esclama prontissimo stavolta Giuseppe…Incontenibile a questo punto, e densa di simpatia, l’allegria dei presenti…

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Meraviglioso uomo, buono come il pane e schietto come una luna piena d’estate! Da tanto tempo stava organizzando questo momento, curando ogni dettaglio, ogni cosa, affinché alla sua Licia giungesse, potente e dolce come quella del Cantico dei cantici, la voce del suo cuore: “Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa, tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo”… Ed in tempi in cui è così facile parlare di separazione, di divorzio e di utopie di famiglie che tali non sono, ecco qui, quasi sbucati da una fiaba del primo Novecento, gli sposi Giuseppe e Licia: qui, a ricordarci che il matrimonio è un sacramento i cui ministri sono gli sposi stessi, qui a testimoniare che nel matrimonio non si è mai in due ma in tre, e il “Terzo” che unisce è Colui che sigilla col Suo Corpo e col Suo Sangue quell’unione e la riempie di grazie sin dal primo giorno; qui, a dimostrarci che nella vita difficoltà, gioie e dolori si affrontano insieme, a testa alta, senza paura; che il matrimonio è vita che vale la pena di vivere anche quando c’è sofferenza e complessità; che è preghiera in ogni gesto d’amore, condivisione perfetta, gioia…basta volerlo in due!

Grande Giuseppe! Elegantissimo nel suo abito grigio, con nell’occhiello della giacca delicati fiorellini rossi e bianchi: non poteva mancare questo segno per ricordarci il suo immenso amore per Gesù Misericordioso per il quale (questo è il “suo” segreto) ha realizzato e donato centinaia, forse migliaia, di icone lavorate con le sue mani…Mai, forse, il nome “Giuseppe” fu portato con maggiore onore! E bella anche Licia col suo amore dolce, forte, donna testimone di fedeltà, di sobrietà e semplicità. E’ stato bello vedervi, Giuseppe e Licia: col vostro sorriso avete risvegliato tanti cuori sopiti, quelli che al matrimonio magari, già dal secondo giorno, hanno fatto il callo e non credono che possa esistere un legame così forte. Magnifico anche ascoltare i pensieri che in tanti vi hanno dedicato. “Maestri di vita coniugale, maestri di preghiera, maestri di vita spirituale”… Così vi hanno descritti e, sicuramente, più bella medaglia non avreste potuto ricevere! Grazie per la vostra testimonianza, per aver mostrato a tutti la bellezza del matrimonio e della vita coniugale condotta nell’amore e nel rispetto reciproco. Dio vi benedica in ogni giorno della vostra vita!

Antonella Paniccia

“Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio”
(Cantico dei cantici)

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