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venerdì 3 marzo 2017 redazione@ciociaria24.net

SORA-ISOLA LIRI – Truffa da un milione e mezzo, sei ragazzi nei guai

I sei sorani e isolani denunciati per frode informatica e clonazione di carte di credito sono per lo più giovani disoccupati, tutti con meno di quarant’anni.

Sei giovani di Sora e Isola del Liri sono stati denunciati per frode informatica dal Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza in collaborazione con la Polizia Postale. Complessivamente il deferimento è scattato per dodici persone. L’organizzazione, che aveva operava tra Napoli, la cittĂ  volsca e quella delle cascate, secondo omniroma.it «carpiva dati di carte di credito intestate ad ignari con cui acquistare voucher Inps». Il giro d’affari era considerevole: sempre secondo omniroma.it, sarebbero «Duecento le persone truffate in tutta Italia per una ammontare complessivo di circa un milione e mezzo di euro».

I decreti di perquisizione, emessi dalla Procura di Roma, sono «scattati all’alba di ieri» scrive lunic su La Provincia Quotidiano. «I sei sorani e isolani denunciati per frode informatica e clonazione di carte di credito – scrive Ermanno Amadei sul quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi – sono per lo piĂą giovani disoccupati, tutti con meno di quarant’anni».

L’organizzazione criminale, secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle riportata da lunic su La Provincia, «acquistava Vaucher Inps attraverso l’indebito utilizzo di carte di pagament e conti correnti on-line di persone completamente ingnare. Le vittime, infatti, inserivano i dati delle loro carte di credito o del loro conto corrente su pagine web contraffatte da hacker specializzati. In particolare, i criminali acquisivano i dati sensibili attraverso la tecnica del “phishing” o dello “smishing”, tramite l’invio di decine di migliaia di sms in modo casuale “contenenti proposte lusinghiere”, da servizi presenti in rete come buoni carburante, ricariche telefoniche ed altro, utilizzando loghi e marche di aziende ben note. Una volta ottenuti i dati finanziari, facevano confluire le somme sottratte su portafogli elettronici intestati a finti “datori di lavoro”. I wallet venivano poi utilizzati come veri e propri conti correnti per redistribuire le somme frodate a “prestatori d’opera occasionali”, tutti regolarmente registrati presso l’Inps e titolari della carta Postepay Inps attraverso la quale monetizzavano i proventi».

«A causa del loro operato – conclude omniroma.it – l’Inps è stata costretta, nell’ottobre 2016, a correre ai ripari istituendo la tracciabilitĂ  del Voucher». L’attivitĂ  investigativa della Guardia di Finanza, che ha poi portato alle dodici denunce, è iniziata nel 2015.

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