8 gennaio 2015 redazione@sora24.it
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Sora: la biblioteca trasloca nel “Distretto di Terra di Lavoro” o “Real Collegio Tuziano”

Fino al 1927 era la sede della sottoprefettura del Distretto di Sora in Terra di Lavoro, provincia grande quanto una regione, appartenente alla Campania ed a sua volta suddivisa in cinque distretti con relativi capoluoghi: Caserta (capoluogo principale), Sora (che comprendeva il cassinate finanche a S. Pietro Infine, tutta la Valle del Liri, la Valle di Comino e per qualche tempo anche la zona di Venafro, praticamente tutto il nuovo territorio diocesano con esclusione della Valle di Roveto, nella quale la Diocesi di Sora si estende fino ai confini a Pescocanale, frazione di Capistrello, alle porte di Avezzano), Gaeta (ancora oggi arcidiocesi), Nola e Piedimonte d’Alife.

Prima ancora, lo stesso palazzo fu sede del Real Collegio Tuziano, istituto di istruzione laicale del Regno di Napoli (istituito probabilmente grazie ad un lascito testamentario del balsoranese Fabio Tuzii) che aveva sede per l’appunto nella città volsca, all’epoca sempre sede del Distretto di Terra di Lavoro e soprattutto sede vescovile, ma in una ripartizione territoriale differente rispetto a quella postunitaria.

Recentemente, invece, la struttura ha ospitato la sede distaccata del Tribunale di Cassino, una delle tante sedi distaccate che sono state assegnate alla città di Sora dopo la decisione del 1927 di sopprimere la Provincia di Terra di Lavoro e con essa la sottoprefettura di Sora, la sede della Banca d’Italia e quant’altro. Purtroppo, poco più di un anno fa la sede distaccata del tribunale è stata soppressa nell’ambito della Spending Review. Tuttavia non ci si poteva certo aspettare il contrario proprio in virtù della natura stessa dell’istituzione, dipendente da una sede centrale e quindi perennemente precaria.

Stamane, infine, abbiamo appreso dall’articolo di Irene Mizzoni su Il Nuovogiorno che entro la fine di Gennaio l’antico palazzo di Piazza Mayer Ross, adiacente l’altrettanto antica chiesa di S. Francesco d’Assisi (la cui finestra ogivale posteriore rappresenta una delle pochissime testimonianze artistiche di una città, Sora, che avrebbe potuto vivere di solo turismo se il terremoto nel corso dei secoli fosse stato più clmenente nei suoi confronti), aprirà le sue storiche stanze per ospitare la Biblioteca Comunale di Sora. Al di là delle considerazioni tecniche, in città non c’è palazzo più adatto per svolgere il ruolo di riferimento culturale, data la sua indiscutibile storia. Speriamo sia l’inizio di una nuova grande storia.

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