3 dicembre 2013 redazione@sora24.it
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SORA. L’amarezza dei commercianti ambulanti: “Non siamo un problema, ma una risorsa”

“Non sappiamo da dove iniziare. Siamo increduli!”. E’ grande l’amarezza dell’associazione Ambulanti Oggi, che protesta per la l’esclusione dalla riunione della consulta dei commercianti, ma soprattutto per la poca attenzione, o addirittura avversione nei confronti del mercato, “una realtà – spiegano – di cui tutti hanno bisogno, che non è serie B”. Gli ambulanti ribadiscono che “il mercato arricchisce la città di denaro, di pubblico, di immagine”.

Secondo l’associazione è stato buttato alle ortiche il lavoro di un anno: “La manifestazione di Natale con gli zampognari e i cantastorie nelle scuole elementari, temi e disegni e racconti dei bambini, i concerti in S.Restituta delle scuole medie, i contributi alla luminarie della città, il sostegno ai pediatri per le cure domiciliari ai bambini , il clima di festa nella città non sono bastati a riempire loro la zucca vuota, la stessa che tanti anni fa ha tolto il mercato domenicale a Sora, che ci rendeva città protagonista del territorio; la stessa zucca che affronta la crisi togliendo anzichè investire in idee, in collaborazione, con la cecità che non vede più in là del proprio naso, che pensa che i commercianti ambulanti siano un problema anzichè una risorsa. Ricordate il concerto di Anna Tatangelo? Merito del padre, un ambulante. Le ciambelle sorane, nostro vanto, sono del mercato,sono ciambelle ambulanti. La città colorata, con il pubblico più numeroso della provincia, ricchi e poveri fianco a fianco a spulciare ogni tipo di merce, sono del mercato”.

Proprio perché si sentono una risorsa e non un problema, gli ambulanti concludono il loro intervento con molta amarezza: “Il 15 di dicembre avremmo voluto organizzare un’altra manifestazione di Natale, che non si sarebbe limitata solo alla vendita, ma la consulta dei VIB (Very Important Businessman) e l’avvocato (Lecce ndr) hanno dato il permesso di farla in questi termini: o con poche bancarelle solo sorane ( una trentina in tutto), o di spostare tutti (fiera completa) fuori centro, a Pontrinio, così da far diventare Sora un grande parcheggio”.

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