16 dicembre 2016 redazione@sora24.it
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SORA – L’Arch. Marcelli «Assolto perché il fatto non sussiste». Salì per protesta sul tetto del Comune

Assolto perché il fatto non sussiste. Questa la formula mediante cui il Tribunale di Cassino ha ritenuto essere innocente l’Arch. Pasquale Marcelli dal reato ascrittogli di interruzione di pubblico servizio (340 c.p.c), accogliendo la tesi difensiva del suo avvocato di fiducia Riccardo Lutrario. Per il professionista la Pubblica Accusa aveva chiesto la condanna a mesi due di reclusione.

La vicenda risale al mese di Giugno del 2010, periodo in cui, l’arch. Pasquale Marcelli, dopo varie ed eclatanti manifestazioni di protesta, tese a censurare la condotta burocratico-amministrativa avuta dal Comune di Sora e segnatamente dagli uffici competenti nel settore tecnico ed urbanistico, decise di salire sul tetto del palazzo comunale, minacciando di restare lì fino a quando non gli fossero stati consegnati i documenti richiesti.
Sul luogo accorsero anche i Vigili del fuoco che predisposero quanto necessario per garantire l’incolumità fisica del professionista, che intese scendere dal tetto solo dopo alcune ore.

La fase istruttoria del processo è stata lunga e complessa, risultando, all’esito della stessa, chiara l’innocenza dell’Arch. Marcelli, che, tuttavia, subito dopo la lettura della sentenza, ha avuto interesse a precisare che il suo impegno per assicurare che gli Uffici pubblici comunali svolgano le loro funzioni secondo i criteri di legalità e di trasparenza non è stato minimamente fiaccato dall’odissea giudiziale attraversata e da cui è uscito assolto con formula piena.

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