17 aprile 2015 redazione@sora24.it
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Sora ore 21:49, fine della “Teleno-Iula”?

La mozione di sfiducia al presidente del Consiglio Comunale di Sora, Giacomo Iula, è stata approvata ieri sera alle 21:49 con nove voti favorevoli e sette contrari. Di seguito l’articolo a firma di Ciro Altobelli e pubblicato stamane su Ciociaria Oggi, contenente il resoconto della seduta.

«Game over. Mancava solo il tilt nel flipper impazzito della politica sorana al consiglio comunale che, ieri sera, doveva decidere sulla mozione di sfiducia per il presidente del consiglio comunale Giacomo Iula. Gli scossoni, certo, ci sono stati con protagonisti soprattutto il consigliere Fausto Baratta e il presidente del consiglio facente funzioni Salvatore Meglio che, ad inizio seduta, aveva preso il posto dell’«imputato» Iula.

Su una questioni di tempi degli interventi del capogruppo di maggioranza Costantini, si è scatenata una bagarre dai toni altissimi e accuse di ogni tipo. Animi ancora più accesi quando Meglio ha deciso di cacciare Baratta dal consiglio chiedendo l’intervento della polizia municipale. La minoranza ha deciso, quindi, di lasciare l’aula, almeno momentaneamente per poi rientrare dopo appunto il contestato intervento di Costantini.

Nel flipper, la pallina impazzita si dimenava su accuse e contro accuse, punti di vista completamente opposti su versioni di fatti completamente opposte. La maggioranza ha elencato ancora una volta le accuse per l’operato di Iula che, a sua volta, si è difeso aiutato dagli altri della minoranza.

Particolari momenti di tensione, inoltre, si sono registrati tra Pontone e Iula su compensi e certificati di malattia, e tra Cascone e Ascione sui fili più o meno invisibili che guidano i consiglieri di maggioranza. Alle 21.49 si è passati finalmente alla votazione e, dopo i primi due tentativi che necessitavano il quorum dei due terzi, la mozione di sfiducia al presidente del consiglio veniva approvata dalla maggioranza con nove favorevoli (otto consiglieri più il sindaco) e sette contrari (mancava Iula che non poteva votare). Iula ha annunciato ricorso al Tar per «difendere l’istituto della presidenza del consiglio comunale».

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