14 luglio 2014 redazione@sora24.it
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Sora: riflessioni sul ponte crollato a San Domenico e quello chiuso a San Rocco

«Qualche settimana fa è crollato malamente il ponte di legno realizzato nei pressi del Parco San Domenico. Non ci esprimiamo su eventuali responsabilità dell’attuale amministrazione convinti, come siamo, che forse altri dovrebbero essere additati come principali responsabili. In Italia i politici sono spesso colpevoli di mille nefandezze, ma intorno a loro prolifera un sottobosco di opportunisti che, nascosti dietro un anonimato di comodo, prosperano a spese dei contribuenti. Con risultati che poi abbiamo sotto gli occhi quotidianamente.

Detto questo però, riteniamo invece assurda la chiusura dell’altro ponte lamellare in località San Rocco e della passerella di legno che costeggia il fabbricato Marsella e che consentiva ai pedoni di by-passare l’angusto e pericoloso borgo di San Rocco. Anche se il principio di precauzione impone che di fronte al cedimento strutturale del ponte di S. Domenico si interdica l’uso anche dell’omologo “Ponte Cristini”, queste chiusure soffrono peró di quella che si chiama “paura per analogia”, sentimento che pervade il cuore dell’amministratore quando é messo di fronte a problemi del genere. La verifica strutturale che dovrá necessariamente seguire la chiusura precauzionale , esige tempi certi data la funzione utilissima di sfoghi del traffico pedonale. E su questo tema gli amministratori avranno il fiato sul collo.

Ma che si tratti di processo di “terrore per analogia” pervasivo degli animi dei nostri impavidi amministratori per il ponte “Cristini” e per la passerella dietro il Palazzo Marsella, lo dimostra, fra l’altro, la mancata chiusura della passerella che al ponte “Cristini” conduce, dopo aver percorso il tratto di marciapiede in salita che costeggia il Lungoliri. Strano perché i materiali sono gli stessi, l’epoca di costruzione è la stessa ma evidentemente, secondo i nostri amministratori, non c’è bisogno di perizia che certifichi la bontà di questa passerella come in effetti sarebbe necessaria. Ma si sa, spesso la tecnica viene a supporto della gestione, o della paura.

Spesso amministrare impone il coraggio di certe scelte, presuppone un decisionismo che non si può professare quando si fa opposizione per poi essere comodamente rinnegato quando si governa. Questa amministrazione deve giustificare le chiusure in oggetto che risultano utili e funzionali per la fruibilità pedonale di importanti aree della città. I problemi vanno affrontati, condividendo con i cittadini le scelte anche difficili che amministrare impone, ma certamente non celandosi dietro chiusure immotivate che tradiscono una più generale paralisi del fare. A meno che questi interventi non siano funzionali a qualche progetto di navigabilità del fiume. E vuoi vedere che nella nostra semplicità intellettiva non abbiamo capito un più profondo ed articolato disegno che sil cela dietro questa apparentemente inutile e non giustificata chiusura?»

Sinistra unita, Sora

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