7 gennaio 2017 redazione@sora24.it
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SORA – Sono apparsi questa mattina a Sora striscioni in ricordo dei giovani uccisi nella strage di Acca Larenzia di cui oggi ricade il 39° anniversario.

“Onore ai caduti di Acca Larenzia" questi gli striscioni affissi in diverse zone di Sora dai militanti di FIGLI DI NESSUNO.

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma di “Figli di Nessuno”.

«La strage di Acca Larenzia fu l’apice della violenza perpetrata contro le organizzazioni giovanili di destra negli anni di piombo. La strage avvenne a Roma il 7 gennaio 1978 in Via Acca Larenzia, nel quartiere Tuscolano, davanti la sede del MSI. Alcuni giovani militanti furono vittime di un agguato armato, mentre uscivano dalla sede, ad opera di un commando comunista antifascista.

Furono colpiti a morte Franco Bigonzetti 20 anni e Francesco Ciavatta 18 anni. Altri tre ragazzi, Vincenzo Segneri, Maurizio Lupini e Giuseppe D’Audino, riuscirono a sopravvivere all’attentato. Lo sgomento, la rabbia e la disperazione si diffusero a macchia d’olio per tutta la capitale. Una folla di gente si concentrò rapidamente, gente che voleva perlopiù raccogliersi ed urlare lo sdegno e l’incredulità, in un momento di dolore. La situazione però si scaldò a causa di un carabiniere che gettò un mozzicone sul sangue dei due ragazzi. Il clima, da rovente che era divenne violento e un capitano dei Carabinieri sparò ad altezza d’uomo. Stefano Recchioni 19 anni, venne colpito alla testa, morirà due giorni dopo.

Ricordare la strage di Acca Larenzia – dichiarano i giovani di FIGLI DI NESSUNO – significa non dimenticare il martirio di quei tre ragazzi vittime della violenza antifascista e della repressione dello Stato contro giovani inermi. Significa anche attualizzare la ferma condanna contro chi, ancora oggi, in nome dell’odio politico si rende protagonista di atti di violenza, come è avvenuto Domenica 1 Gennaio 2017, nell’attentato terroristico nei pressi della libreria “Il Bargello” di Casapound a Firenze, dove un pacco bomba notato dalla polizia davanti alla saracinesca della libreria è esploso nel corso del disinnesco causando gravi ferite a un agente, che ha perso un occhio ed una mano, quindi, ogni occasione è giusta per ricordare certi avvenimenti e combattere affinché non abbiano più luogo. La nostra non e’ demagogia – concludono – ma semplice e sacro rispetto per la memoria, per tutto questo giovane sangue, per cui ancora oggi nessuno a pagato».

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