22 luglio 2014 redazione@sora24.it
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Sora: tutti i dubbi sul progetto di navigabilità del Liri

In merito al progetto di navigabilità del Liri, riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta dal Meetup del MoVimento Cinque Stelle di Sora ed indirizzata al sindaco Ernesto Tersigni, nonché, per conoscenza all’Assessore regionale ad Infrastrutture, Politiche abitative, Ambiente della regione Lazio, Dott. Fabio Refrigeri. Di seguito il testo integrale della lettera.

Egregio signor Sindaco, in merito al progetto di navigabilità del fiume Liri, gli attivisti del meetup “MoVimento 5 Stelle Sora”, ferma restando la contrarietà alla realizzazione dell’opera, Le sottopongono alcune osservazioni.

L’opera in oggetto, destinata a rendere il fiume navigabile per le piccole imbarcazioni, se realizzata, di fatto, farà nascere un vero e proprio bacino idrico di migliaia di metri cubi in pieno centro città, pertanto l’acquedotto e soprattutto la fognatura potrebbero subire delle infiltrazioni al loro interno a causa dell’innalzamento del livello idrico. Eventualità riconosciuta a pag. 11 della Relazione Generale del Progetto Definitivo, senza indicazione alcuna degli interventi necessari per scongiurare tale possibilità. Questo problema appare concreto se si considera che l’impianto fognario si trova a circa 2-3 mt di profondità ed il livello del fiume verrebbe innalzato di circa 2,5 mt.

Oltre a questo rischio, riconosciuto esplicitamente negli atti di progettazione, vi è da aggiungere che l’innalzamento del livello idrico del fiume potrebbe comportare delle conseguenze anche sugli scantinati e sulle fondazioni degli edifici prossimi al fiume. Inoltre, potrebbero sorgere ulteriori problemi statico/funzionali per i muraglioni, che non sono stati realizzati per contenere un bacino idrico.

La realizzazione dell’opera potrebbe aumentare i pericoli derivanti da eventi alluvionali (che statisticamente si presentano anche in forma improvvisa). Infatti, la diga mobile, che si vuol costruire, con la sua base di ancoraggio posta sul fondo del fiume e l’impianto di risalita dei pesci, rappresentano un’ ostruzione al libero deflusso acque in caso di piena. Vi è da notare che, in passato, il Comune ha sollecitato più volte l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo (A.R.DI.S.) al fine di eliminare ogni minimo ostacolo al libero deflusso delle acque.

È opportuno, altresì, ricordare che, a monte del centro cittadino, è presente ed operante un invaso gestito dalla “Conca di Sora”, il quale, in caso di piena del fiume, andrebbe “coordinato” con il nuovo invaso per le manovre di deflusso idrico. La mancata previsione, nella progettazione, di questo importante dettaglio, comporta un aumento dei pericoli, soprattutto per le popolazioni a valle dell’opera in caso di erronea manovra degli impianti di abbattimento delle paratie, di malfunzionamento o rottura delle stesse.

Nella citata relazione non è menzionato alcun piano di manutenzione delle opere insistenti sul fiume quali ad esempio i ponti in legno, che potrebbero risultare danneggiati dall’aumentato flusso idrico, provocando ulteriori pericoli.

Altro punto che desta notevole preoccupazione è che la realizzazione di un’opera simile dovrebbe prevedere un programma di manutenzione severo e puntuale, un piano di pulizia dell’invaso, con conseguente necessità di personale qualificato, addetto alla gestione e manutenzione delle opere e munito di imbarcazioni per sorvegliare il regolare svolgimento delle eventuali attività ludico/turistiche. Di tutto questo non vi è alcuna traccia! Anzi la “Relazione” riporta testualmente a pag. 2 che: “Le attuali disponibilità di finanziamento consentono di realizzare la sola traversa di sbarramento che tuttavia è la prima opera da eseguire per poter dare attuazione al progetto generale”. Realizzare la sola traversa sarebbe però sufficiente per l’installazione della mini centrale idroelettrica!

Il progetto generale prevede inoltre:

  1. la realizzazione di un edificio di servizio con funzioni simili a quelle di uno stabilimento balneare e funzioni di supporto per le informazioni turistiche (…e l’ufficio per il turismo, che fine ha fatto?);
  2. la realizzazione di pontili in legno, il ripristino degli accessi pedonali e la “ristrutturazione” dei parchi pubblici S. Chiara e Valente (ma per il parco Valente non doveva pensarci una cooperativa che ha firmato un contratto di gestione?);
  3. la messa a norma e il potenziamento dell’esistente illuminazione pubblica per la fruizione notturna delle sponde del Liri;

Ciò premesso, se le infrastrutture di cui al punto 2) non venissero realizzate il fiume non potrebbe essere accessibile per le attività ludico/turistiche. Si rischia di avere un’opera incompiuta per mancanza dei fondi necessari? Oppure come fondi si utilizzeranno le imposte pagate dai sorani? Dove si prenderanno le risorse finanziarie necessarie per la manutenzione? Nulla di tutto ciò emerge dalla citata “Relazione”!

Per quanto concerne l’impatto ambientale, nel tratto cittadino del fiume verrebbe inficiato il potere di autodepurazione delle acque, con compromissione del delicato equilibrio ecologico del biotipo. Ogni fiume possiede un proprio “carico organico fisiologico” che varia in funzione della portata stagionale, ma che sostiene sempre una comunità animale e vegetale in equilibrio con le risorse trofiche. La vegetazione riparia e quella sommersa svolgono un’importante funzione ecologica che rischia di essere alterata, compromettendo la riproduzione e la sopravvivenza sia della fauna ittica che delle varie specie di uccelli (anatidi, limicoli e trampolieri) molto numerosi lungo le rive del fiume. L’opera di “valorizzazione” del fiume determinerebbe un’ ulteriore compromissione della qualità delle acque in contrapposizione al dettato previsto dal D.Lgs 152/2006 che richiede, entro il 2015, il raggiungimento dello stato di qualità ecologica “buono” del fiume Liri (si vedano le indicazioni del “Piano regionale di tutela acque” e gli artt. 76 e ss. del D.Lgs 152/2006).

Relativamente alla mini turbina idraulica, per rendere il progetto ad impatto energetico nullo ovvero positivo, questa dovrebbe entrare in funzione soltanto nel periodo giugno-settembre in cui la portata del fiume, già ridotta per la stagione estiva, viene ulteriormente ridotta dalla derivazione dell’ente di bonifica “Conca di Sora” attiva nel medesimo periodo; a ciò si deve aggiungere anche la riduzione del flusso idrico per l’acqua da impiegare nell’impianto di risalita per i pesci. Ed infine il periodo di funzionamento, già di per sé limitato, come riportato nella citata “Relazione”, verrebbe ancor più limitato da eventuali altri impieghi dell’alveo come ad esempio per la festa di S. Giovanni.

Infine, come già eccepito nella lettera datata 10 aprile 2014 (clicca qui per leggere) non si capisce come i fondi POR FESR possano essere destinati a tale opera, quando sono chiaramente destinati alla valorizzazione di aree protette. È più che evidente che il progetto non ricade in una zona protetta. Restano salve le osservazioni svolte con la pregressa corrispondenza.

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