mercoledì 27 gennaio 2016

Sora2016: «Apparentamenti che porteranno solo a liti in famiglia» (di Sabrina Bianchi)

Nel clima politico che sta diventando sempre più noioso, sterile e asfittico di uno scenario ormai monotono e ripetitivo, un’osservazione mi sembra doverosa, un’osservazione la cui banalità riconosco io per prima, ma che, visto il ripetersi di certi “eventi” esaltati come la migliore soluzione a tutti i mali possibili, a questo punto urge fare. E’ un’osservazione, una “riflessione”, lo ribadisco, e, in quanto tale, non vuole avere la pretesa di dogma né di verità indiscussa e indiscutibile ma spera di contenere in sé la forza (o la presunzione, d’accordo) di trovare il conforto delle menti più illuminate e delle persone più intelligenti e sempre meno disposte a farsi prendere per i fondelli.

Smettiamola di raccontarcela: certe “alleanze”, certi “apparentamenti” sono contrari ad ogni etica e non possono che generare indignazione nelle coscienze più pure, eticamente e ideologicamente oneste. Prima ancora di estrinsecarsi in una tessera, il credo politico, qualunque esso sia, è l’adesione a certi valori, a certi ideali, a certi principi nei quali la propria coscienza si riconosce e che guidano, influenzano, determinano le proprie scelte e prese di posizione, il proprio “essere”, “fare” e “agire” nella società civile.

In altre parole, ancor prima di identificarsi in un colore, la “politica” è un credo, un modus vivendi e cogitandi, l’adesione ad una certa visione ed interpretazione della realtà in tutti i suoi aspetti che non può non guidare i nostri pensieri e le nostre azioni. Esplicitata tale “banalità”, sono innegabili le posizioni antitetiche che “destra” e “sinistra” occupano nei settori sociale, civile, etico, religioso del nostro vivere quotidiano. Negare ciò equivale a dichiarare palesemente di ignorare (ignoranza imperdonabile, se così realmente fosse, in chi da anni milita attivamente nei vari partiti) il perché si professa una data “fede” religiosa. Ora, non che la cosa mi stupisca…ben pochi alla domanda “Ma cosa vuol dire essere di destra/sinistra?” saprebbero rispondere, pur pronti a sbandierare ai quattro venti la loro tessera, ridotta, diciamoci la verità, a mero passpartout per ogni scenario politico che si profili all’orizzonte. Se lo sapessero, capirebbero perchè coalizioni di esponenti di partito tra loro antitetici, pur ipocritamente asserendo di presentarsi con la tessera ben chiusa nel cassetto, sono inconcepibili e improponibili.

Come si possono prendere decisioni unanimi in campo sociale (pensiamo tanto per dirne una, alla gestione “immigrati”), economico (pensiamo alla posizione privatistica e privatizzante in certi settori versus quella meramente socio-assistenzialistica), religioso (pensiamo alle questioni pro/contro le unioni di fatto e la necessità o meno di equiparale a quelle di diritto, con tutti gli aiuti, anche a livello locale, del caso) se la propria coscienza obbedisce, ancor prima che al partito, a certi valori, etici e civili che portano, di conseguenza ad assumere certe posizioni in campo decisionale totalemente incondivisibili con il proprio “alleato”? Come si può anche solo lontanamente credere che sia possibile farli convivere con quelli nettamente contrastanti del proprio “compagno” di coalizione??

E da qui la riflessione inevitabile: è IMPOSSIBILE raggiungere un accordo su questioni contrarie al nostro credo, alla nostra etica, alla nostra “Politica”, smettiamola di negare questa che è la vera banalità. Probabilmente ora mi si risponderà, tutti indignati e scandalizzati: “Ma la lista civica è una lista “apolitica!!”, il che dimostrerà che del mio ragionamento non si è capito un piffero. Non si può pensare agire, decidere in maniera contraria al proprio essere, così come non si può andare d’accordo con chi proprio il nostro “essere” non accetta e non condivide. Vi siete apparentati con i vostri peggiori nemici? Bravissimi, questo vi porterà molti voti, chi lo nega….ma al momento del divorzio e del caos che ne deriverà, poi non fate le vittime incomprese.

Sabrina Bianchi

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