lunedì 18 luglio 2016

Spigolature sul Pd di Sora (di Rodolfo Damiani)

«Anche a Sora coloro i quali si riconoscono, pur nella confusione attuale del PD, in qualche modo vicini al partito, esprimono i concetti esposti nell’articolo. La forma, nei tempi civili, era il velo verginale dietro cui si nascondeva la sostanza , spesso al naturale impresentabile. La presupponenza di una classe politica che si arroga un potere che non ha più, perché ha esaurito la riserva di comprensione dei cittadini, è ormai approdata a non avere il minimo pudore nel presentare le cose più aberranti.

Tutti abbiamo sotto gli occhi il disastro del PD in provincia di Frosinone , ma si continua ad andare avanti come se non fosse successo niente, anzi imponendo il perpetuarsi di comportamenti dirigistici. Due personaggi, testimoni di un dualismo pernicioso, dovrebbero meditare a lungo sull’accaduto e sul regresso dell’appeal del PD. Se fossero coerenti , si osserva da più parti, dovrebbero rimettere i mandati, dando a forze nuove l’opportunità di ricostruire la fiducia dei cittadini , sgombrando il campo dalle ipoteche del passato.

Ebbene, senza alcuna consultazione, incontro, presa d’atto o altro passaggio democratico il Circolo di Sora è stato commissariato, il gruppo dirigente locale messo in stand by e sostituito con i due personaggi, che tutti ritengono incarnare le divisioni che hanno azzerato il partito sorano. Quali risultati potranno ottenere coloro i quali hanno avallato le divisioni e hanno creato le condizioni di un PD con percentuali da prefisso telefonico , senza simbolo e con suoi autorevoli esponenti a impinguare le liste più disparate.

Senza alcun tentativo serio di individuare tutti insieme una piattaforma su cui riconoscerci e per cui valesse la pena battersi. Sarà difficile ricomporre il gruppo avvicinando i simpatizzanti della diaspora a cui si è rivolto disprezzo, incomprensione e rifiuto di un confronto dialettico. Certo così operando, sulle vecchie posizioni, il Commissariamento non cercherà le cause, perché potrebbero essere scomode per qualcuno, e dovrebbe chiudersi, nelle intenzioni, con qualche cambio di facciata senza incidere su scelte politiche deleterie che vanno dal fallimento in Sanità, da una tassazione che sottrae risorse produttiva, da politiche del lavoro funzionali solo agli interessi degli imprenditori, da una evasione fiscale che è frutto, come alcuni insinuano, anche di complicità istituzionali , dalla mancata valorizzazione dei giovani, costretti a fare i migranti perché in Italia una classe imprenditoriale rapace ha di fatto decretato lo sciopero degli investimenti.

Non vorrei dimenticare le banche che speculano con i nostri sudati risparmi e su una casta che nel mentre impone ai cittadini sacrifici estremi , continua a massimizzare le sue prerogative. Infine la menzogna paradigmatica , la paranza legge elettorale e riforme costituzionali non servono alla semplificazione e al minor costo della politica, servono a consegnare il potere in mano a qualcuno per far si che governi senza essere infastidito dalle lungaggini dei confronti democratici e attenuando il valore democratico del voto.

NO PASERAN NON PRAEVALEBUNT»

Rodolfo Damiani

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