21 febbraio 2014 redazione@sora24.it
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SPIGOLATURE XXVIII (di Rodolfo Damiani)

LA GIUSTIZIA – In un noto film della Commedia all’italiana c’era una battuta del tipo “figliolo lo sai che la giustizia non è di questo mondo…”. Ma soprattutto non è dell’Italia. Partiamo dai magistrati:

  • Organico a regime magistrati 10.151
  • Magistrati effettivi 9.118
  • Posti per cui si potrebbe bandire il concorso 1.033
  • Magistrati in servizio negli uffici giudiziari 8.227 di cui P.M. 2.076

Questo spiega perché in Germania una causa per risarcimento debitorio dura un anno e in Italia tre volte tanto. Processi in arretrato nel civile oltre 5 milioni, nel penale circa 3 milioni e mezzo. Nel civile una sentenza definitiva può arrivare ad 8 anni, nel penale si scende a 5. Poi c’è la valvola di sfogo della prescrizione che elimina circa 110.000 processi. Se questa è giustizia…

ZINGARATE – Tutti ad aspettare il Presidente, accompagnato dai suoi scudieri, con la certezza di una platea di sindaci, invitati per l’occasione (forse?). Tutti ad attendere che il Presidente, dopo le visite morganatiche della Bianchi e della Lorenzin, avrebbe voluto vedere di persona quanto da più giorni denunciavano i giornali sul disinteresse della regione per la provincia di Frosinone. Invece abbiamo assistito ad uno scherzo, ricordate le zingarate della serie Amici Miei, fatte per rinfrancarsi lo spirito, noi siamo stati oggetto di uno scherzo a cui ci siamo prestati credendo che il Presidente avesse lo stesso interesse e le stesse aperture di quando è venuto in campagna elettorale e si era quasi commosso alla lettera sulle discrasie dell’ospedale presentata dal Dott. Vinciguerra. Comunque ha assicurato che tornerà, come va spiegando qualche anima candida. Io insisto nel mio giudizio negativo sull’attività della Giunta e sulla sanità. Insisto nel denunciare le condizioni di disparità della provincia di Frosinone. Questa mattina mi riferiscono che un noto esponente, organico al Presidente, stigmatizzava le carenze dell’Ospedale, ho pensato che forse non era presente alla visita, ma un’anima buona ha smentito questa mia ipotesi, siamo tornati al tempo del “Non disturbate il manovratore”. Rilancio l’idea, fuori di ogni riferimento partitico, di incontrarci e di studiare una strategia politica che porti a soluzioni funzionali alla salute della gente e non alla incetta dei voti.

IL MINIMO – Sembra ormai maturo il tempo in cui anche in Italia si istituisca una forma sociale che, senza troppa burocrazia e dichiarazioni tarocche, assicuri a tutti un salario minimo o se piace di più un salario di cittadinanza. Certamente dovrebbe essere collegato alla ricerca effettiva di un lavoro e dovrebbe fare giustizia di tutte le forme di interventi che nel tempo ci siamo inventati e che di fatto coprono una porzione notevole della popolazione. Si potrebbe trovare il modo di evitare i falsi invalidi, gli ammortizzatori che sono spesso una pensione anticipata, fare dell’ISEE uno strumento attendibile e collegando il tutto con le offerte dei centri per l’impiego, legandoli all’accettazione del lavoro. Una simile forma potrebbe anche stemperare la polemica su assunzioni a tempo e assunzioni a tempo indeterminato. Poi potremmo avere la gradita sorpresa che un reddito diffuso faccia da moltiplicatore e rilanci i consumi di base. Certo andrebbe rimessa in discussione gran parte dell’attuale welfare, di cui il 3,5% va alle pensioni sociali. Tra il 2008 e il 2012 lo Stato ha erogato circa 80 miliardi: non siamo distanti da quanto viene indicato come impegno medio di 14 miliardi.

LE TIGRI DI CARTA – Era il nome che i Viet davano agli americani ed è il nome che merita il nostro governo sulla questione Marò. Credo che in nessuna parte del mondo è possibile de tenere due militari per due anni senza alcuna accusa. Pensate dopo due anni abbiamo richiamato l’ambasciatore. Che mossa coraggiosa… Cominciamo a ritirare le truppe da tutti i teatri di guerra, annunciamo il nostro no a tutte le iniziative in cui dobbiamo finanziare l’ONU e inviamo le nostre navi in oceano Indiano con compiti di fermo e di ispezione alle navi sospette. Le navi applicheranno il codice internazionale di Diritto Marittimo Titolo VI/Capo III nei confronti delle persone e delle cose.

Rodolfo Damiani

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