26 giugno 2012 redazione@sora24.it
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STRADA PER IL CASTELLO – L’analisi economica di Paolo Dario Tripodi: “Spendere 6 milioni è tanto ingenuo quanto romantico.”

Mi chiamo Paolo Tripodi e, pur non essendo nato o cresciuto a Sora, sono molto legato alla città per ragioni sentimentali, tanto che la visito frequentemente. Anche quest’estate, come pare capitare ormai da qualche anno, ferve il dibattito sulla costruzione di una strada per raggiungere la sommità del colle San Casto. Ho letto ormai tantissimi articoli sulla fattibilità o meno di questo progetto dal punto di vista ingegneristico, ecologico piuttosto che storico-artistico, ma mi sono sempre sorpreso di quanto l’aspetto economico della questione sia stato trascurato. Avendo studiato teoria economica, e lavorando nella consulenza, ho pensato di inviarvi queste brevi riflessioni che spero possano contribuire in modo proficuo al dibattito. Sarei lieto se sceglieste di pubblicarle sul sito, anche in forma ridotta, o anche se le incorporaste in uno dei vostri articoli.

Premetto, in primo luogo, di non avere nessun parere a priori sulla costruzione della strada sul colle. Come ho detto non sono di Sora, e tra le persone che conosco a Sora vi sono sia favorevoli che contrari. Pure riguardo le varie fattibilità menzionate sopra non ho opinione, e visto che non sono il mio campo mi rimetto al parere degli esperti in materia.

Ho però un’opinione abbastanza decisa sulle fattibilità economiche del progetto. Partiamo da un concetto di base: i criteri di spesa. Ogni volta che qualcuno tira dei soldi fuori dalla tasca, lo fa per un motivo puro e semplice: ottenere, adesso o in futuro, qualcosa che abbia un valore pari o superiore ai soldi appena sborsati. Questo qualcosa può avere anch’esso un valore monetario o un valore personale. Tale attitudine è propria di individui (che guardano soprattutto al valore personale), imprese (che prediligono il monetario) e amministrazioni pubbliche (che devono guardare a tutti e due).

Applichiamo questo ragionamento alla strada sul colle San Casto. Da quello che ho letto mi sembra di capire che i fautori dell’opera ne stimano il costo in poco più di 6 milioni di euro. Tutto quello che rimane da capire allora è come questi 6 milioni si tramuteranno in un benessere, monetario o non, per la collettività. A parer mio, vista la cifra importante e i tanti a Sora che non sembrano essere d’accordo con la costruzione, è tanto ingenuo quanto romantico pretendere che questa intera spesa sia considerata “un bene per la città”. Tuttavia, una spesa così importante deve avere un ritorno quantificabile in moneta, soprattutto se si investono soldi della collettività che, come già detto, non sostiene al 100% la costruzione della strada.

Ciò non vuol dire trascurare del tutto il piano del benessere cittadino, e perciò, per la mia analisi, ho pensato a una soluzione salomonica: vediamo a quali condizioni la strada può pareggiare la metà dell’investimento iniziale, cioè tre milioni di euro.
Partiamo da un’analisi di base: come può portare introiti una strada sul Colle San Casto? Di sicuro non ci si impianteranno fabbriche, e credo neanche negozi o fattorie, perciò quelli che saranno gli introiti dovranno venire da un afflusso turistico generato dalla presenza della strada. Ipotizziamo che ci si conceda trent’anni per recuperare l’investimento, e ipotizziamo per Sora un turista-tipo generoso, attratto dalla possibilità di visitare il castello, che per ogni giorno che si ferma in città spende 100€, distribuiti come vogliamo tra albergo, ristorante e sollazzi vari (commettiamo però una barbarie economica ignorando completamente l’inflazione e lo sconto dei futuri profitti).

Con questi dati ci servono 30.000 “giornate turistiche” per pareggiare i conti, che distribuite in trent’anni vuol dire 1000 l’anno. Riassumendo, per rientrare di metà dell’investimento iniziale di 6 milioni abbiamo bisogno che almeno 1000 turisti, in eccesso di quelli che già vengono, pernottino a Sora ogni anno per i prossimi trent’anni, e che siano pure abbastanza generosi. Possiamo disaggregare la spesa in mille altri modi, ipotizzando un maggior numero di turisti che vengono solo per la giornata ma spendono di meno, o meno turisti che spendono di più, ma la domanda di fondo resta: siamo sicuri che il castello possa attirare così tante persone?

Duole ammetterlo, ma nel panorama storico-artistico italiano il castello di Sora non costituisce un’attrattiva tale da giustificare un afflusso così massiccio. Molti magari risponderebbero: «Insieme ad altri interventi, possiamo arrivare a queste cifre». Perdonatemi ma questo è un ragionamento falsato. L’investimento sul colle deve giustificarsi da solo, e gli altri interventi dovranno fare lo stesso, se poi si creeranno delle economie di scala (se cioè gli interventi si sosterranno a vicenda generando ciascuno più introiti che se fossero staccati) ben venga, ma vista la spesa importante richiesta per la strada, perché questa sia giustificabile dovrebbe essere la causa principale dell’afflusso di turisti. Se dite che 6 milioni per la strada e 50.000 € per il museo portano 5000 turisti l’anno, il contributo strada insieme al contributo “integrato” strada+museo deve essere di almeno di 4000 turisti, altrimenti si spendono solo 50.000€ per il museo, arrivano migliaia di turisti e la città gode di questo incredibile boom del turismo.

Il problema, cari Sorani, è sempre lo stesso: la strada costa troppo. Qualcuno ha suggerito che la strada è necessaria per procedere al riassesto del castello, effettivamente necessario, ma resta il fatto che costa troppo. Del resto, bastano qualche centinaia di migliaia di euro per coinvolgere un’impresa di trasporto aereo che utilizzi un elicottero per portare in cima al colle tutti i macchinari e materiali necessari a un riassesto, e i restauratori potranno salire a piedi ogni giorno.

Concludo questa mia analisi con un piccolo ma illustre esempio: il restauro degli affreschi nella Cappella Sistina costò 4.2 milioni di dollari nel 1980, quando fu commissionato. Aggiustando per l’inflazione, questo valore corrisponde a 10 milioni di dollari attuali, ovvero 8 milioni di euro di oggi. Visto che la strada per il castello di Sora da sola ne costa sei, aggiungendo le spese per macchinari, operai e materiali, il restauro del castello mediante l’opzione “costruiamo la strada” viene a costare pressappoco quanto il restauro della Cappella Sistina. Ci sarà una soluzione meno dispendiosa?

Paolo Dario Tripodi

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