16 novembre 2012 redazione@sora24.it
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L’INTERVISTA – Giornata Mondiale dello Studente, la Prof.ssa Antonella Evangelista: “Ragazzi, fatevi sentire, ma con civiltà”

“Sabato 17 novembre è la giornata mondiale dello studente, data internazionale di mobilitazione studentesca a difesa del diritto allo studio. Gli studenti torneranno a mobilitarsi in tutta Italia, cercando di portare a galla la drammatica situazione in cui versa il sistema italiano d’istruzione pubblica. Le scuole cadono a pezzi, una su due non è a norma e un istituto su dieci è ospitato da privati. L’università vive un aumento delle tasse che negli ultimi 10 anni è stato del 75%, 45 mila studenti sono senza borsa di studio, anche se ne hanno diritto in quanto capaci e meritevoli ma privi di mezzi. Questo è quanto si apprende dalla pagina Fb della Rete degli Studenti Medi. Per approfondire il discorso abbiamo rivolto alcune domande alla Professoressa Antonella Evangelista, docente di Informatica presso l’ITCG Cesare Baronio di Sora.

Professoressa Evangelista, davvero la Scuola pubblica è in condizioni così critiche?
Purtroppo non è una novità. Ci hanno già tolto tanto, ma abbiamo cercato comunque di offrire ai ragazzi un’opportunità educativa adeguata. Da molti anni oramai svolgo questa professione, e francamente non sono ancora riuscita a capire perché la Scuola, che dovrebbe essere una sorta di palestra per tutti quei soggetti che in futuro prenderanno in mano le redini del Paese, una specie di Stato in miniatura, sia così trascurata e in alcuni casi colpita dalla Politica.

Si parla di nuovi tagli all’orizzonte che andranno ad aggiungersi, come ha detto lei, agli altri già perpetrati in passato.
Personalmente posso riassumere il tutto con un esempio riguardante la nostra situazione: L’ITCG Baronio, come tutte le altre scuole italiane, utilizza contributi economici specifici e il F.I.S.(il Fondo Istituzione Scolastica). Tali fondi vengono utilizzati per tutte le attività inerenti l’arricchimento dell’offerta formativa quali progetti, certificazioni europee (informatiche, linguistiche o legate ai profili professionali ) cineforum, teatro etc., che si svolgono prevalentemente nel pomeriggio. Ebbene, a tutt’oggi non sappiamo ancora quanti saranno i fondi che ci verranno erogati nell’anno in corso: si parla addirittura di una decurtazione del 30%; ciononostante, le attività sono già partite come di consueto, ma un dubbio lecito ci assilla la mente: stiamo lavorando gratis?

Però, che bella cosa: l’assegno per i politici è pronto e puntuale ogni mese. E se mancano i soldi per erogarlo non c’è problema: si taglia nelle scuole, magari anche togliendo il riscaldamento ai ragazzi. Che ne dice?
Guardi, non so se funziona proprio in questo modo. Però le assicuro che la rabbia sale. Vedo insegnanti completamente demotivati, scoraggiati da un lavoro che non sentono più sulla loro pelle come un tempo. I dimensionamenti scolastici fatti solo per tagliare e che spesso non rispettano le identità degli istituti coinvolti a causa dei quali ogni anno i ragazzi trovano insegnanti diversi nelle classi alla faccia della continuità e stabilità e intanto si vedono correre da un plesso ad un altro docenti che non sono più dei ragazzini. Non è un bel vedere, glielo assicuro, soprattutto non è dignitoso per la scuola e per quello che dovrebbe rappresentare in un paese.

Domani, (Sabato ndr) in occasione della Giornata Mondiale dello Studente, i ragazzi scenderanno in piazza per protestare contro i tagli alla Scuola Pubblica. Condivide la loro iniziativa?
Assolutamente si, devono farsi sentire per non essere inghiottiti da un Sistema sempre più iniquo. Lo dico con convinzione e, mi permetta, con un po’ di orgoglio per averli preceduti in passato: sono contenta che i ragazzi protestino contro i tagli di fondi necessari ad una formazione di qualità; per non essere ammucchiati in ventotto o trenta all’interno di aule piccole e non sempre adeguate; per difendere il diritto allo studio anche per chi verrà dopo di loro. Si, non posso che esserne contenta ed hanno tutto il mio appoggio.

I fatti di Roma, però, non vanno sottovalutati Prof.ssa.
Ovvio, io mi riferisco alle proteste civili, non certamente agli scontri. I ragazzi hanno il diritto di manifestare, magari anche con toni aspri; ma tutto deve svolgersi nell’assoluta legalità. Perché in situazioni del genere, con migliaia di persone mobilitate e concentrate in una zona della città, i problemi nascono sempre all’improvviso e coinvolgono spesso e volentieri chi non c’entra nulla.

Pensa che questo movimento studentesco servirà a qualcosa?
Lo spero con tutto il cuore, per loro e, mi permetta, anche un po’ per noi: non pretendiamo di navigare nell’oro ma lavorare con serenità in scuole sicure ed attrezzate in cui sia possibile dare a tutti la giusta opportunità di crescita educativa, questo si !

Lorenzo Mascolo – Sora24

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