7 novembre 2012 redazione@sora24.it
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Suor Rosella, la Casa di S.Giuseppe e l’albero variopinto. Il bene esiste (di Sacha Sirolli)

Stamattina ho ricevuto da Renato, che gestisce una cartolibreria qui a Carnello, dei fogli di alcune religiose che riassumono l’opera più nobile e alta compiuta da Suor Rosella Soressi in Romania. Un centro sociale a Bucarest dove accogliere i bambini romeni, uomini e donne in difficoltà, destinati altrimenti ad un tragico destino.Ieri ho parlato con diverse persone che conoscevano bene la religiosa nata e cresciuta a Carnello di Sora e scomparsa a 52 anni, il 5 novembre scorso, in un tragico incidente stradale in Romania nei pressi di Bucarest.

Poi sul web ho trovato la relazione di un suo viaggio in Canada e infine ho letto le testimonianze di cordoglio dei lettori di Sora24. Alcune sono giunte perfino dalla Romania. Ieri sera infine sono stato anche nella casa della missionaria, a Carnello, nei pressi dell’ex scuola media, dove i suoi parenti mi hanno dato alcune foto di Suor Rosella che vi mostro. Lì ho incontrato una famiglia semplice, distrutta dal dolore e segnata dalle difficoltà della vita. Che tuttavia sta affrontando con grande dignità il lutto per la prematura scomparsa di una donna di 51 anni che ha dedicato la vita al prossimo, prima come infermiera all’ospedale di Sora e poi come missionaria in difesa dei deboli e indifesi. Da quasi 20 anni aveva lasciato la sua casa ed i suoi luoghi (Carnello, Sora, Arpino) per aiutare i bambini romeni. In Romania, dopo tanti anni di lavoro, aveva creato una casa che dava rifugio a quasi 50 orfani.

Suor Rosella è morta in un incidente stradale nei pressi di Bucarest proprio mentre stava andando a trovare i suoi bambini. Non una donna comune ma una Santa. Che ha vissuto in mezzo a noi che non vediamo tante cose belle perchè impegnati nel difendere il nostro lavoro, prendersi cura della propria famiglia, lamentarci della crisi e del tempo che fa. Eppure il bene esiste. Perciò invito chi  conosceva Suor Rosella e soprattutto chi non l’ha mai incontrata a partecipare ai funerali della missionaria sorana, che probabilmente si terranno nella sua Carnello, in piazza nella Chiesa di S.Restituta e S.Antonio da Padova.

Intanto pubblico la relazione delle sue colleghe religiose sulla sua opera più bella e sentita, l’inaugurazione del centro sociale “Casa di S.Giuseppe”, che è stato un catalizzatore di solidarietà per tante persone del nostro territorio.

Dopo anni di intenso lavoro, si è finalmente concretizzato il progetto di Suor Rosella Soressi, nostra conterranea, che opera in Romania dal 1992. Il 1 maggio 2012, alla presenza delle autorità religiose e scolastiche, ha , infatti, inaugurato in Bucarest la “Casa S.Giuseppe” sede della comunità delle Suore operaie di Gesù e centro sociale per i bambini. Erano presenti alcune rappresentanze dei Comitati che sostengono suor Rosella compreso quello di Sora, Carnello ed Arpino. Giornata indimenticabile che si è protratta fino al tardo pomeriggio, in cui tutto si è svolto in un’atmosfera di gioiosa armonia e intensa partecipazione. Particolarmente emozionante è stato l’incontro con ragazzi e ragazze che hanno potuto riabbracciare le famiglie italiane e che li hanno seguiti e continuano a seguirli a distanza. Superando lungaggini burocratiche e difficoltà economiche, suor Rosella e le sue consorelle hanno lavorato con determinazione alla realizzazione di questo centro sociale. I loro sforzi tuttavia, non avrebbero potuto dare i risultati ottenuti, senza il sostegno in denaro, in opere, in aiuti alimentari di tante persone, enti e associazioni. Per dimostrare la sua gratitudine, suor Rosella ha voluto mettere all’ingresso della casa la sagoma di un bellissimo albero variopinto in cui ogni foglia riporta il nome di coloro che a vario titolo hanno dato il loro contributo. Il centro, già avviato, accoglie ed aiuta a titolo gratuito, quei bambini che, vivendo in famiglie disagiate e emarginate, sono più esposte al pericolo dell’abbandono scolastico, della delinquenza e della prostituzione. Ad essi è offerta la refezione e, su segnalazione della scuola statale un servizio di after school. Ma non solo: in aggiunta agli interventi di sostegno e di recupero, si dà ai bambini la possibilità di praticare gratuitamente attività manuali ed artistiche che li aiutino a scoprire qualità ed attitudini che altrimenti non verrebbero alla luce. Il piano terra e il seminterrato della struttura sono destinati a questo progetto a cui collabora un’equipe di volontari e tra loro una psicologa, un esperto di informatica ed animatrici. Dal prossimo anno scolastico sarà attivo anche il progetto riguardante l’accoglienza di ragazze provenienti dalle zone limitrofe o lontane dalla capitale che non hanno le possibilità economiche di mantenersi agli studi. A loro è destinato il secondo piano in cui hanno a disposizione camere a più letti con bagno, una cucina e tutto ciò che è necessario per gestirsi in modo autonomo. Partendo dal principio che tutto ciò che è gratuito non è apprezzato, sarà richiesto a ciascuna di contribuire secondo le proprie possibilità, anche solo collaborando alle attività della casa. E non è tutto! Suor Rosella ha già in mente di continuare nella sua opera costruendo in una parte di giardino un piccolo refettorio con bagno per i poveri che bussano alla sua porta e un laboratorio in cui avviare le madri dei bambini che frequentano il centro alla realizzazione di piccoli lavori manuali. Suor Rosella è consapevole di avere ancora bisogno del sostegno di molti e confida nella sensibilità e disponibilità di coloro che vorranno ancora aiutarla.

Suor Rosella non c’è più, rimane però il suo esempio di bene e solidarietà.

Il direttore di Sora24 – SACHA SIROLLI

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