20 maggio 2012 redazione@sora24.it
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Terremoto de L’Aquila, il Csm censura il Giudice per le udienze preliminari. Il processo riparte da zero? (La Provincia)

Dal quotidiano “La Provincia” del 20/05/2012 articolo a firma di Luciano Nicolò: “Rischia seriamente di dover ripartire da capo il processo per il crollo della Casa dello Studente in cui il 6 aprile di tre anni fa perse la vita lo studente sorano Marco Alviani. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti disposto la sospensione del procedimento penale. Stando ai Giudici del Csm la superperizia di Maria Gabriella Mulas, che nell’ultima udienza aveva spiegato i contenuti della propria consulenza di circa 1.300 pagine, in cui ipotizzava i motivi del crollo dello stabile, sarebbe stata formulata in modo irrituale. In particolare, la censura riguarda la raccolta dei quesiti e le modalità con cui questa è stata eseguita. Ieri mattina in aula, nel corso dell’udienza preliminare, il Giudice per le udienze preliminari Giuseppe Grieco ha reso noto agli avvocati di aver avuto una censura dal Consiglio superiore della magistratura. Ragione che dovrebbe farlo astenere dal giudizio. A quanto pare lo stesso Gup appare intenzionato a presentare ricorso ma se l’atto di censura non dovesse essere revocato dal Csm, il rischio che cambi il Giudice è concreto ed il processo potrebbe ripartire con un Magistrato diverso. Immediata la reazione di Antonietta Centofanti, presidente del Comitato Familiari delle Vittime della Casa dello Studente. «Nel processo – ha detto ad Abruzzo 24ore – sono state tenute oltre 15 udienze, alle quali hanno partecipato decine di avvocati difensori delle parti civili e degli imputati. Nessuno di loro ha mai denunciato formalmente che il Giudice Grieco abbia tenuto comportamenti di rilevanza disciplinare. Desta pertanto vivo stupore la notizia, appresa nell’odierna udienza, che il Consiglio Superiore della Magistratura abbia sottoposto a procedimento disciplinare e censurato il suddetto Giudice, mettendolo in condizione di doversi astenere dal prosieguo delle udienze con conseguente grave ritardo del processo. Non appena saranno note le motivazione della decisione del Csm – ha aggiunto – esse formeranno oggetto di pubblico dibattito, perché un così pesante intervento, in un processo che interessa per la sua forte valenza, anche simbolica, tutto il Paese, non può passare sotto silenzio, senza che vengano attentamente analizzate ed accertare le ragioni di questa scelta. Allo stato – ha concluso la Centofanti – questo inopinato sviluppo ci fa ritenere che i nostri iniziali timori di un diniego di giustizia per le vittime della Casa dello Studente, le nostre figlie ed i nostri figli, e non solo, fossero purtroppo giustificati »”.

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