29 aprile 2015 redazione@sora24.it
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Terremoto L’Aquila: «Giustizia è fatta» per Marco Alviani e per gli altri studenti

La sentenza non restituirà ai familiari le vite dei ragazzi spezzate nella tragica notte del 6 aprile 2009, ma forse cambierà parzialmente la vita ai colpevoli. Questa la sintesi delle dichiarazioni rilasciate a Il Fatto Quotidiano da Antonietta Centofanti, zia di uno degli otto giovani morti nel crollo della Casa dello Studente a L’Aquila. Tra i ragazzi deceduti, anche il sorano Marco Alviani.

Ieri pomeriggio la Corte d’Appello ha confermato le pene di primo grado. «Ai tecnici Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone e Bernardino Pace – si legge sul quotidiano diretto da Travaglio – sono stati confermati 4 anni di reclusione, al tecnico dell’Azienda per il diritto allo studio universitario, Pietro Sebastiani, due anni e mezzo». L’ingegnere aquilano Claudio Botta, invece, deceduto pochi giorni fa a 95 anni, era uscito dal processo perché malato.

Conferma di condanna chiesta e ottenuta anche per Pietro Sebastiani, scrive Roberta Pugliesi su Tg24. Il tecnico dell’Azienda per il diritto agli studi universitari del capoluogo che gestiva la struttura – si legge nell’articolo – era stato condannato in I grado alla pena di anni 2 anni e 6 mesi di reclusione.

Sempre la Pugliesi ha raccolto le prime dichiarazioni dei genitori di Marco Alviani, assistiti da Luciano Menga e Alessia Quadrini: «Siamo soddisfatti della sentenza. Giustizia è stata fatta per mio figlio Marco e per tutti quei ragazzi che coltivavano il loro futuro, le loro speranze, i loro sogni a L’Aquila».

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