12 novembre 2013 redazione@sora24.it
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TRIBUNALE DI SORA – Roberto De Donatis: “Ennesimo schiaffo alla nostra città”

Mio malgrado mi vedo obbligato a prendere posizione  in merito a questa  diatriba sulla vicenda legata alla chiusura della sede distaccata del Tribunale di Sora. Questo ennesimo schiaffo alla nostra città mette a nudo, nei diversi interventi degli ultimi mesi, le stesse cause che nel tempo hanno determinato un inesorabile e progressivo depauperamento del nostro territorio. A vantaggio di questa tesi, credo sia necessario ricordare alcuni passaggi significativi, perché la storia si ripete e qualche errore si può evitare se si riesce a fare tesoro dell’esperienza.

Il Tribunale a Sora fu istituito come sede distaccata grazie ad un tempestivo emendamento presentato nottetempo dall’allora deputato di Sora Cesidio Casinelli. Egli riuscì ad ottenerne l’esito favorevole, attraverso una rappresentazione della realtà geografica giudiziaria, che vedeva Sora funzionalmente e strategicamente in una posizione inattaccabile. Le cronache locali e non di quel periodo riportano uno stillicidio quotidiano di polemiche sollevate proprio da illustri esponenti  istituzionali del cassinate contro l’individuazione di Sora come sede distaccata di Tribunale. La storia si ripete nella nostra provincia con guerre tra poveri, che al posto di gioire del potenziamento delle infrastrutture del territorio, in quanto creano comunque favorevoli indotti economici per tutto il tessuto della provincia, si litigano ferocemente l’osso, nella convinzione che in questa provincia si possa ottenere qualche diritto solo sottraendolo a qualche territorio vicino.

Non si legge diversamente la posizione assunta dal Sindaco di Cassino, che dovrebbe preoccuparsi innanzitutto di spiegare bene a chi di dovere, se i locali destinati ad ospitare le attività giudiziarie trasferite da Sora e da Gaeta, siano idonei oppure se questa operazione di ingordigia porterà disservizi e ulteriori aggravi di costo per i cittadini e per gli operatori giudiziari. Ma qui a Sora il problema da sollevare è soprattutto di natura politica, in quanto leggo di una polemica vivace sollevata dal Presidente del Consiglio Iula nei confronti di Petrarcone, che contrasta in modo troppo stridente con il silenzio del Sindaco di Sora, il quale, in modo fin troppo “comodo”, si è adeguato a seguire con fiducia gli esiti delle iniziative coraggiose portate avanti dagli avvocati. Ma questa polemica assume connotati ancor più beffardi per i cittadini sorani, proprio perché portata avanti da chi  ha contribuito a dare maggiore peso politico ad un esponente di Cassino, città che in queste circostanze è sempre granitica e solidale in modo trasversale da destra a sinistra. Fin qui, mi sembra di capire, resta appeso un ricorso presentato dagli avvocati al Consiglio di Stato e un eventuale referendum per l’abrogazione della legge. Possiamo dire in conclusione che è mancata totalmente l’azione politica. Azione che andava condotta all’interno delle commissioni parlamentari per ottenere una deroga temporale, riconosciuta ad alcune sedi, in base a parametri disegnati ad hoc. Parametri che non sono stati negoziati da nessun rappresentante del territorio di Sora, perché questa volta, a differenza del 1996, non c’era nessuno nelle aule del Parlamento a rappresentare le nostre istanze e nessuna forte presa di posizione da parte di chi ha l’onore e l’onere di rappresentare la città.

Roberto De Donatis (Consigliere Comunale Psi, Patto Democratico e Progetto Città)

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