18 giugno 2015 redazione@sora24.it
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TURBOGAS SORA E ASSEMBLEA PUBBLICA: L’udienza di lunedì 15 giugno 2015

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa a firma di Maurizio D’Andria Coordinatore Class Action per 102 firmatari.

«Lunedì 15 giugno c’è stata udienza dal Giudice Sordi del Tribunale di Cassino per la nota causa civile – Class Action – di noi 102 sorani ed isolani contro la società Burgo SpA, la Regione Lazio (contumace), la Provincia di Frosinone e il Comune di Sora per inquinamento ambientale e attentato alla salute pubblica come da ex Art. 700 c.p.c. In questa udienza è comparso il CTU, ing. Giovanni Rosati che ha depositato agli atti la sua prima relazione avente per oggetto due cose principalmente:

1) l’indicazione delle sostanze inquinanti da monitorare uscenti dal camino E300 della turbogas della Cartiera del Sole – Burgo SpA che il Giudice Sordi aveva sottolineato dovessero riguardare “non solo le PM2,5 ma anche ogni altro elemento inquinante” e che invece non sembrano essere proprio “tutte”;

2) la comunicazione dei preventivi delle aziende contattate per l’effettuazione dei monitoraggi in questione con l’indicazione della società suggerita dal CTU.

A dire il vero il Giudice Sordi aveva ordinato al CTU di effettuare con le parti anche una ispezione dei luoghi oggetto di indagine che però il CTU ha inteso al momento eludere, considerando apparentemente la sala riunioni della Cartiera del Sole ove ci siamo incontrati in data 5 maggio, al pari della centrale cogenerativa-turbogas e suo camino E300. C’è da verificare infatti se le prescrizioni ordinate dalla Provincia di Frosinone come da loro documento prot. n. 45374 del 18/04/2013, lettera a) nella quale prioritariamente si richiedeva l’adeguamento dei camini, anche E300 (turbogas) è stato fatto oppure no. In mancanza di tale adeguamento potrebbe essere impossibile effettuare i nuovi monitoraggi ordinati dal Giudice Sordi. In particolare, la Provincia intimava alla Burgo SpA di provvedere immediatamente ad adeguare il posizionamento delle prese campione conformemente alle specifiche UNI.

Ma probabilmente, tale sopralluogo dovrà ripetersi o effettuarsi per la prima volta. Dunque, lo dico al sig. Gudice Sordi, l’ispezione da lei ordinata non è stata ancora effettuata dal CTU ne da solo e ne in nostra compagnia. Ma le sorprese di fonte CTU non finiscono qui. Dalla sua prima relazione consegnata al Giudice apprendiamo che sebbene egli abbia sottolineato nella lettera di invito alle aziende che TASSATIVAMENTE queste dovessero avere tutti gli accreditamenti ACCREDIA per le prove da eseguirsi sulle emissioni in atmosfera, la scelta del CTU è finita su una azienda che però “… NON HA (avete letto bene, NON HA) l’accreditamento solo per i parametri PM10 e PM2,5 in aria comburente”.

Embè? Che ci facciamo? E “tassativamente” cosa vuol dire? Come, non dobbiamo misurare ANCHE le PM2,5??? Mentre l’azienda che avevamo segnalato noi sembrerebbe non aver inteso rispondere all’invito. Mha? Il CTU però nella sua lettera di invito è stato molto chiaro, ha indicato alle aziende esattamente in quale dei 3 punti di accesso per le sonde è provvisto il camino E300 effettuare il monitoraggio, eliminando all’azienda anche il dubbio del caso. Ma la Provincia ha già detto che bisogna adeguare tali prese ai prescritti UNI. Tuttavia, per eliminare ogni equivoco e dubbio di malinteso nel lettore, ecco il rigo in questione : “… camino E300 avente…. n. 3 tronchetti di campionamento, altezza complessiva di 30 metri con altezza del punto di prelievo a 26 metri dal suolo”.

Scusi ingegnere, 3 tronchetti di campionamento significa che in 3 porzioni di camino si possono effettuare i monitoraggi o sbaglio? Ha verificato se le prescrizioni imposte dalla Provincia di Frosinone sono state realizzate? Senza aver nemmeno effettuato un sopralluogo? Dal Giudice dovremmo tornarci anche per verificare se il quesito esposto dal CTU nell’incontro in cartiera del 5 maggio sia effettivamente come lo aveva esposto il sig. Giudice nella precedente udienza che a me e ai nostri avvocati però non è sembrato esserlo.

Purtroppo in udienza non ne abbiamo parlato. Dimenticanza nostra. Nel frattempo, abbiamo allegato agli atti i due articoli di giornale locale del 16 maggio scorso nel quale si dava notizia di “chiusura di indagine” (e probabile rinvio a giudizio) da parte della Procura di Cassino per 3 dirigenti della Cartiera del Sole e di 3 funzionari di ARPA LAZIO Frosinone rei (a detta del PM) di aver commesso questi reati: “attivazione di un punto di emissione in atmosfera senza le prescritte autorizzazioni, il disturbo del sonno dei residenti limitrofi, mancati controlli sui reflui industriali, anche sulle acque reflue, la sussistenza di una discarica incontrollata di rifiuti provenienti dall’attività dell’azienda, trasmissione di FALSI rapporti di prova sulle emissioni in atmosfera, emissioni per diversi camini di polveri oltre le soglie di Legge, gestione illecita dei rifiuti, reato in concorso tra diversi indagati”.

I tre tecnici dell’ARPA Lazio Frosinone (da noi volutamente esclusa dalla causa in questione sebbene il Giudice ne avesse richiesto la presenza “per presenziare alle operazioni” sono stati invece rinviati a giudizio per “aver visto 2 camini non conformi alle norme di Legge ma di essersi però dimenticati di segnalarne altri 13 alla Procura della Repubblica di Cassino” (fonte: Ciociaria Oggi del 16 maggio 2015). Invece il quotidiano La Provincia di stesso giorno dice che i reati contestati sono: “falso, abuso d’ufficio e diverse violazioni ambientali”. Io in materia di reati sono ignorante e chiedo al sig Giudice Sordi, ma una certa attinenza tra la nostra causa e questo nuovo procedimento penale a carico dei soliti noti, mica ci stà?

Nel dubbio, i nostri avvocati Lutrario e Contucci, anticipando la nostra richiesta di costituirci in questo processo come parte civile, hanno chiesto al giudice di acquisire gli articoli agli atti e di recepire i monitoraggi effettuati dal PM Chiara D’Orefice nel corso delle indagini visto che sono per molta parte corrispondenti a quelli che dovremmo svolgere noi nella nostra causa. Il Giudice si è riservato di decidere e ci farà sapere con nuova convocazione. A dire il vero, oltre ai tecnici di ARPALAZIO Frosinone noi 102 avevamo chiesto tempo addietro anche la sostituzione del CTU ing. Giovanni Rosati perchè aveva già lavorato per una parte in causa (Comune di Sora) e per non essere un ingegnere ambientale (specializzato) ma il sig. Giudice Sordi ha inteso rinnovargli la propria fiducia e così noi.

Ma dopo quest’ultimissimi fatti???? In ultimo, ma non per importanza, dobbiamo dirvi che il nostro Ingegnere designato Consulente Tecnico di Parte (CTP) a distanza di pochi giorni dall’incarico, ancora prima dell’inizio delle operazioni peritali, causa apparentemente una certa fretta di ricevere un acconto monetario (800 euro), ha deciso di rinunciare all’incarico conferitogli perchè, evidentemente, non si fidava dei sorani ed isolani, che mi auguro invece avrete intenzione di sottoscrivere la colletta pubblica per sostenere le spese di parte che purtroppo, nel richiedere noi una CTU al giudice ci siamo accollati, salvo rivalsa in caso di vittoria del processo.

Cosa che noi tutti abbiamo come unico obiettivo, il pareggio non è contemplato. E il CTU, ing. Giovanni Rosati di Sora ce lo ricorda in ogni occasione. Dobbiamo versargli un acconto di 444 euro e adesso, vuole la costituzione di un fondo di garanzia altrimenti…. altrimenti…. Di tutto questo e ancora altro ne parleremo domenica 21 giugno, ore 17,30 presso l’auditorium “Vittorio De Sica” in piazza Mayer Ross in Sora (ex Capitol). I nostri avvocati Riccardo Lutrario e Massimiliano Contucci saranno presenti per prospettare i vari percorsi giuridici che abbiamo davanti, in caso di vittoria e in caso di perdita della causa, soprattutto per i 102 firmatari.

Ci presenteranno anche le opzioni future sull’andamento della causa, quali le nostre richieste, quali le nostre azioni. L’assemblea verrà interrogata sulle prossime azioni da attuare con una votazione per alzata di mano. Perciò PARTECIPATE NUMEROSI, in primis tutti i 102 firmatari della Class Action. Ci sarà di che discutere. Non mancate e … contribuite finanziariamente. Meglio investire poche decine di euro a testa adesso che non pagare le spese del processo ed altre, molto più alte, se perdiamo la causa. Se perdiamo la causa perdiamo più soldi e soprattutto la salute. Dunque, stampatevi questo articolo così potete farci le domande a me e ai nostri avvocati presenti. Tutta la stampa libera è invitata a partecipare. Un abbraccio a tutti eccetto ad alcuni».

Maurizio D’andria
Coordinatore Class Action per 102 firmatari

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