19 luglio 2012 redazione@sora24.it
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Un successo l’iniziativa della Caritas Diocesana – Da 400 a 3.000 i pezzi prenotati di “parmigiano terremotato”

L’invito a tutti da parte della “Caritas Diocesana” di Sora ad acquistare il “parmigiano terremotato”, è stato pienamente accolto, ottenendo una vasta eco. È diventato un “caso”. Si può parlare di un vero successo che ha assunto una dimensioni rilevante e forse inaspettata. Quando “fare la spesa” significa pure esprimere concretamente la propria “solidarietà”, allora si raggiunge uno scopo importante e significativo. Si è trattato di una vendita “promozionale”, ma che ha avuto il “gusto” di un gesto di condivisione e di generosità. La lodevole iniziativa, a favore dei terremotati dell’ Emilia, era partita solo quattro settimane fa. Se ne è fatta carico la Caritas di Sora Aquino Pontecorvo, diretta da don Toma Akuino Teofilo. Dapprima sono stati ordinati 400 pezzi, da un chilo, confezionati sottovuoto. Sono forme del pregiato prodotto, coinvolte nei famosi crolli dei capannoni di tante aziende, ma che, fortunatamente, sono state recuperate.

Dopo l’annuncio dell’iniziativa, diramato tramite la Stampa, le parrocchie e le “Caritas Zonali”, il numero telefonico della Caritas Diocesana, 0776.825730, ha squillato in continuazione. E così pure la posta elettronica, sora.caritas@gmail.com, è stata invasa da una moltitudine di richieste. Certamente il costo era conveniente, ma nulla faceva presagire una adesione così massiccia. “A nome della Caritas di Sora Aquino Pontecorvo e del nostro direttore, don Akuino Teofilo, ci ha dichiarato Claudia Farina, segretaria dell’Organismo diocesano di Via Conte Canofari, a Villa Angelina, desidero ringraziare tutti gli organi di Stampa, radio, tv, giornali, siti on-line che hanno avuto un ruolo determinante nella diffusione dell’iniziativa. Così pure i sacerdoti, i Centri Caritas parrocchiali, i volontari ed i tantissimi cittadini che ci hanno avvicinato, prenotato e poi acquistato il “parmigiano terremotato”. Abbiamo potuto predisporre il primo ordine di 400 pezzi. Ma dopo l’uscita dei vari servizi giornalistici, è stato necessario raddoppiarlo.

Questo non era più sufficiente. Così è partita la richiesta dei primi mille pezzi. Ma le prenotazioni continuavano ad arrivare numerose, anche da fuori Diocesi: da Sora, Alatri, Monte S. Giovanni Campano, Pescosolido, S. Vincenzo Valle Roveto, Alvito, S. Donato V. C., Posta Fibreno, Broccostella, Balsorano, Roccavivi, Avezzano, Isola del Liri, Arpino, Fontechiari, Pontecorvo, Roccasecca, Campoli Appennino. La prima consegna, precisa Claudia Farina, è stata effettuata il 12 luglio scorso ed in un paio di giorni è stata completata. Nel frattempo, però, sono continuate a giungere nuove richieste e ordinazioni. Abbiamo, perciò, deciso di procurarci 1.000 di pezzi e poi ancora altri mille. Le nuove consegne stanno avvenendo in questi giorni. L’interesse, quindi, non è ancora cessato. Per le ordinazioni del “nostro parmigiano terremotato”, siamo in contatto con il signor Stefano Rinaldi, responsabile della “Cooperativa Casearia Castelnovese”, nel Comune di Castelnuovo Rangone, in provincia di Modena. Una azienda agricola seria e affidabile”. Anche questa è una piccola storia che accomuna il nostro territorio, che ha conosciuto il terremoto, alla zona della “bassa” emiliana, che il terremoto lo ha vissuto di recente. Sì, una storia che ha proprio il “sapore di buono e di genuinità” e di gente che aiuta altra gente.

Gianni Fabrizio

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