18 gennaio 2012 redazione@sora24.it
LETTO 522 VOLTE

Uno studio ed una ricerca di Irene Palombo: ”I monasteri femminili della Diocesi di Sora”

Sarà un incontro importante e significativo il “Seminario Sisem” dei giovani studiosi e studiose della Storia dell’Età Moderna. Giunto alla seconda edizione, l’evento si terrà dal 26 al 28 gennaio, presso l’Università Degli Studi di Verona, Dipartimento “Tempo Spazio Immagine e Società”, in Via S. Francesco, 22, sul tema “Attraverso la Storia”. Il programma del “seminario” è ampio ed articolato con un valido contributo anche grazie alla partecipazione di una studiosa del nostro territorio, la dott.ssa Irene Palombo, originaria di Vicalvi. La ricercatrice il giorno 27 gennaio, all’interno del “panel”, coordinato dalla dott.ssa Fabiana Veronese, interverrà nella prima Sessione relativa al tema: “Tra Chiesa e Stato: il controllo della moralità”, e parlerà su: “Prudenza e persuasione: La Congregazione dei Vescovi e Regolari e i monasteri femminili della Diocesi di Sora (XVII – XIX sec.). “Deputata a vigilare sulla condotta di prelati e religiosi e a dirimerne le controversie, ci ha dichiarato la dott.ssa Irene Palombo, la Congregazione dei Vescovi e Regolari svolse il proprio operato a partire dal XVII secolo, all’insegna di un atteggiamento improntato a un’accorta prudenza: non era tenuta, infatti, a un’ingerenza eccessiva, ma agiva “sommariamente” per la risoluzione delle questioni insorte e per il ristabilimento dell’ordine. Sui monasteri esercitava una giurisdizione piuttosto ampia, che abbracciava svariati aspetti della vita cenobitica: disciplinare, patrimoniale e giudiziario. Tuttavia, incontrava inevitabilmente degli ostacoli nelle autonomie e nelle consuetudines di ciascuna comunità monastica, come nei poteri e negli interessi di famiglie e istituzioni locali, con il rischio che ne potessero scaturire situazioni di conflittualità, senz’altro latente e, in alcuni casi, più manifesta. Di conseguenza, si comprende come la prudenza costituisse necessariamente la “chiave di volta” dell’intero agire della Congregazione, in tutti i casi in cui era chiamata a intervenire: il solo mezzo in grado di conservare una condizione di equilibro affatto precaria, tra le varie parti in causa, ma sostanziale all’opera di controllo svolta per conto della Santa Sede. Accanto a questa, le forme della persuasione, al contrario di quelle dell’imposizione, erano considerate le più opportune alle quali ricorrere, affinché si riuscisse a ottenere una – quanto più – perfetta ottemperanza alle normative ecclesiastiche. Un’autorità sottile e flessibile dunque, quella esercitata dal dicastero romano, che permise di sorvegliare il contegno delle monache con esiti, tuttavia, meno soddisfacenti di quel che si potrebbe ritenere. Tanto più nella realtà di cui qui ci si occupa: la diocesi di Sora, al confine tra Regno di Napoli e Stato pontificio, dove uno spiccato arroccamento, in difesa di privilegi e tradizioni, era cagione di non pochi contrasti tra poteri ecclesiastici e civili”.Come si nota è un argomento tutto nuovo e da approfondire ulteriormente e che la dott.ssa Irene Palombo ha saputo preparare con scrupolosa serietà , con studi precisi e meticolose ricerche, anche attraverso un esame di rari documenti e notizie inedite.

Gianni Fabrizio

Commenti

wpDiscuz
Menu