domenica 5 gennaio 2014 redazione@sora24.it

Vicenda Evangelista: 10 “comandamenti” per fare chiarezza, soprattutto a Sora

Mi sarebbe piaciuto inaugurare il 2014 parlando di Sora, ma purtroppo non è stato possibile. Al contrario, mi trovo a commentare l’ennesima delusione. Sì, perché quanto riportato ieri su Fb dalla Prof.ssa Evangelista non può esser definito in altro modo. Le parole di Giulio Andreotti citate stamane dal mio editore, “[…] non ho mai sporto querela, per un semplice motivo, possiedo il senso dell’umorismo”, sono le parole di un leader. Quelle menzionate dalla docente del Baronio, ed attribuite al sindaco di Sora, sono invece le parole di un capo. Orbene, esaminiamo dettagliatamente cosa significa essere capo e cosa significa essere leader.

Il capo è quello indicato nella foto in alto e nulla di più.

“Il leader, secondo l’etimologia, è colui che sta in testa, o – meglio ancora – colui che è la testa. E’ la testa che vede, è la testa che pensa, è la testa che fa agire nel vero interesse dell’intero organismo”. Riporto di seguito dieci dei 170 “comandamenti” racchiusi in un testo scovato in rete (clicca qui per leggerlo), allo scopo di fare chiarezza una volta per tutte relativamente ai connotati che una figura chiamata a rappresentare un popolo deve categoricamente avere.

7. Il leader è colui che nello stesso tempo sa farsi obbedire e sa farsi amare. Non è colui che viene imposto, è colui che si impone. Per comandare agli uomini occorre sapersi donare.

17. La sua missione è un servizio sociale.

29. L’autorità è una ricchezza affidata in deposito; non si ha il diritto di dilapidarla. L’autorità è una forza; non si ha il diritto di sprecarla. L’autorità umana è una particella di quella divina; non si ha il diritto di farla disprezzare.

44. Il leader che vuole essere degno di comandare, deve cominciare con l’essere capace di comandare a se stesso. Senza essere padrone di sé, nessuno può pretendere di padroneggiare le cose o di comandare a uomini.

45. Dalla persona del leader deve irraggiare un senso di serenità perché coloro che lo circondano si sentano tranquilli.

48. Per poter restare calmo occorre che il leader non si lasci sopravanzare né dal lavoro, né dagli avvenimenti, né dagli uomini e si potrebbe dire, nemmeno da se stesso.

51. Il peggior sbandamento spirituale sta nel vedere le cose come si vorrebbe che fossero, anziché vederle come sono realmente.

91. Senza umiltà, la forza è soltanto violenza; solo l’umiltà permette di diminuire i rischi, i difetti e di riconoscere e riparare le colpe.

99. I leader che parlano sempre loro, senza ascoltare i sottoposti non possono mai sapere bene quel che capita e, quel che è più grave, smorzano ogni iniziativa dei sottoposti.

131. Non avete idea quale gioia veramente superiore e completa sia il sentire di avere in mano il bastone e di non
servirsene. I forti sono miti…

LEADER

Lorenzo Mascolo – Sora24

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