26 luglio 2016 redazione@sora24.it
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Vittorio De Sica, un Sorano dagli scomodi natali… per qualcuno! – Tiziano Rea

Tempo fa mi è capitato di leggere un commento scritto da un’insegnante di Sora che diceva testualmente “perché insistere sulla figura di De Sica se lui rinnegava la nostra città”.

Evito la facile retorica per la quale un’insegnante certe cose non dovrebbe NEMMENO PENSARLE (roba da matti!) e non mi sto a dilungare sulle questioni tecnico legali che possono esserci e per le quali non credo sia in effetti così scontato e facile usare il nome di De Sica malgrado negli anni il suo nome, a Sora, sia stato discretamente usato (ma soprattutto abusato), cito a mo’ di veloce riepilogo: una targa, una piazza a lui intitolata, un “auditorium”, una “cineteca”, uno o più “film” e mi fermo qui.

Dunque, a parte ciò io non so se molti cittadini Sorani sanno che De Sica è nato a Sora quasi per caso, infatti i suoi genitori si trasferirono qui quando sua madre era all’ottavo mese di gravidanza, un mese o due di differenza e Vittorio De Sica sarebbe nato a Reggio Calabria e forse ci saremmo risparmiati tante inutili sterili polemiche sul fatto che non avrebbe mai detto di essere nato a Sora.
Suo padre Umberto a sua volta, benché di origini napoletane, era nato in Sardegna, a Cagliari e sua madre Teresa era invece romana.

La cosa buffa è che se andate a cercare in giro scoprirete che Vittorio De Sica non ha mai mentito o nascosto i suoi natali ma in compenso tendeva a considerare napoletani i suoi genitori…e perché non avrebbe dovuto? e perché lui stesso non avrebbe dovuto sentirsi napoletano?
A Sora c’è rimasto così poco tempo che la sua vera giovinezza l’ha vissuta a Napoli, ma anche mentre viveva in via cittadella, in quegli anni Sora non era in provincia di Frosinone e non era nemmeno nel Lazio, bensì faceva parte della Campania e della cosiddetta Terra di Lavoro.

Ancora oggi c’è chi si azzuffa verbalmente per screditare Sora affermando di quanto i suoi natali fossero solo una “formalità”, addirittura leggendo su internet c’è persino chi arriva a dire che a quei tempi Sora non esisteva! Fatto è che De Sica si sentiva Napoletano ma nonostante ciò non ha mai rinnegato i suoi natali beccandosi anche spesso ed orgogliosamente del “cafone”, appellativo in uso all’epoca per coloro che nascevano appunto “fuori Napoli” (e la Napoli di allora era molto diversa da quella di oggi).
Lo ha scritto, lo ha detto, lo ha persino recitato “io sono nato a Sora” ma non basta, suo padre Umberto, non contento glielo ha impresso nel nome, il nome completo di Vittorio, come è noto ai più, è Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano De Sica (si chiede, giustamente, Eugenio Roscilli “quanti genitori Sorani avrebbero chiamato “Sorano” un proprio figlio?).

Tornava a Sora ogni volta che poteva, c’è chi dice almeno una volta l’anno e spesso di nascosto (probabile che non amasse strumentalizzazioni, specie di carattere politico).
Ricordava i suoi natali in tv, anche straniere o durante eventi, sebbene non richiesto, con molta naturalezza affermava le sue origini di persona nata NON in Terra di Lavoro, NON a Napoli, NON in campania ma a SORA!

E per contro non troverete mai, MAI una sola intervista, un solo documento video in cui egli affermi qualcosa di diverso, chi non vuol crederlo sarà costretto a restare prigioniero della propria ottusità.
Quindi, che lo voglia o no un certo popolo ingrato (propenso più a credere alle dicerie e al chiacchiericcio di bassa lega tipico di una certa mentalità provinciale piuttosto che alla verità che un bambino nato a Sora possa diventare uno dei più importanti geni universali della cinematografia) De Sica è di Sora, ed è patrimonio di TUTTA la nostra città, anche di chi lo rinnega, anche di chi lo abusa; non è proprietà di uno o di pochi, non è proprietà di nessuno ma è patrimonio di TUTTI, nessuno escluso.

Ed è vero che sarebbe stato normale in qualsiasi altro paese del mondo che a quest’ora avremmo dovuto già avere un’accademia delle Belle Arti, un’università del Cinema o fosse anche “solo” una scuola elementare a lui intitolata, ma non abbiamo nulla di tutto ciò che ci piaccia o no, ma una cosa possiamo farla, possiamo cominciare a conoscere Vittorio De Sica attraverso i suoi film, perché è il minimo che gli dobbiamo, ed è il minimo che dobbiamo a noi stessi.

Tiziano Rea

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