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08 Aprile 1955: Se ci fosse più amore per il campione, oggi saresti qui… e il calcio sarebbe più vero (di Lorenzo Mascolo)

“Se ci fosse più amore per il campione, oggi saresti qui.” Le parole di Antonello Venditti risuonano come frustrate al cuore nel giorno del compleanno di Agostino Di Bartolomei, uomo rispettato e amato da tutti in quanto autentico campione.

httpv://www.youtube.com/watch?v=LZXozKWqX3s

Dopo quasi vent’anni ancora non si riesce ad accettare il suo gesto estremo, compiuto il 30 Maggio 1994, a dieci anni esatti dalla data più drammatica della storia giallorossa, quel maledetto Roma-Liverpool che tutti i tifosi romanisti conserveranno nella mente fino alla fine dei loro giorni.

Agostino, infatti, era giocatore dotato di un autocontrollo tale da contenere anche le emozioni più grandi, per questo la sua tragica fine è stata ed è ancora incomprensibile. In un Roma-Genoa vissuto all’Olimpico nel Gennaio dell’anno di grazia 1983, ad esempio, lo stesso Capitano dopo aver segnato il fondamentale 2-0 con una sventola su punizione si avviò serenamente verso il centro del campo come se il pallone fosse finito fuori. Quell’immagine è rimasta impressa nella mia mente più delle spericolate corse di Bruno Conti sotto la Sud, oppure degli strip di Pruzzo, compiuti quando ancora non si usava uccidere la gioia per un goal segnato con un ridicolo cartellino giallo.

Era sicuramente un altro calcio, molto più romantico di questa S.p.A. moderna intossicata dalle scommesse. La stessa uscita di scena di Di Bartolomei presenta chiari connotati sentimentali riconducibili ad una frase stampata su una sciarpa ancora chiusa nel mio cassetto: “Roma Campione d’Europa”. Il sogno infranto di Dibba, quindi, era lo stesso sogno di un bambino tifoso della Roma, non di una holding con quaranta stranieri in campo che pensa a vendere le magliette anche al Polo Nord. Oggi quel bambino ha 35 anni suonati e continua a cercare, spesso senza successo, emozioni vere in un pallone che non è più di cuoio bensì di carta moneta. Come del resto avrebbe fatto Agostino, personaggio che, qualora fosse ancora vivo e soprattutto avesse voce in capitolo, contribuirebbe sicuramente per regalarci un calcio più vero.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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