venerdì 12 ottobre 2012

A.A.A. Cercasi statista moderatamente di sinistra (di Lorenzo Mascolo)

Nel 1934 Benito Mussolini affermava, relativamente ad alcune opere in fase di completamento: “Sarà ultimato il riassetto edilizio delle Università italiane, il che basterà ai loro bisogni per qualche secolo”. Tale concetto rappresenta ciò che manca attualmente alla politica italiana: la lungimiranza. L’Italia è un Paese che vive alla giornata a causa del suo debito pubblico, che cresce impietoso mese per mese. Misurare e motivare con precisione l’entità del “Buffo” spetta sicuramente a persone più competenti di me; pertanto mi limiterò a sottolineare che attualmente siamo “sotto” di circa 2mila miliardi di euro, milione in più milione in meno.

Eliminando regioni e province, che ci costano circa 100 miliardi all’anno, estingueremmo il debito in un ventennio; ma questa per ora è solo fantascienza (e forse resterà tale), poiché fin quando non vedrò la modifica del Titolo V e il riordino delle stesse province in carne ed ossa, non crederò. E comunque, anche se fossi smentito dai fatti, il Paese sarebbe solo all’inizio del necessario processo di snellimento del “Carrozzone”; che dovrà continuare senza se senza ma almeno per altre due legislature.

Ciò non toglie che il percorso intrapreso sia sicuramente quello giusto, checché ne dicano nei ranghi della sinistra e della destra radicale italiana. I debiti contratti vanno pagati, certamente un po’ alla volta; ma non si può azzerarli con un colpo di bacchetta magica come afferma qualcuno, tipo Tsapras in Grecia. Uscite infelici quali quelle del leader dell’estrema sinistra greca (“Bisogna azzerare il debito dei paesi in difficoltà”) producono un grave effetto collaterale: l’illusione del popolo; da che mondo è mondo, infatti, i debiti si pagano, a meno che non sia il creditore a concedere la “grazia”.

Inoltre, in un’epoca che ci vede proiettati verso gli Stati Uniti d’Europa, non è proprio il caso di emettere sentenze dal sapore egoistico e soprattutto anacronistico; che, purtroppo, persistono anche in Italia: “Non paghiamo nessuno e usciamo dall’eurozona”, si sente dire in giro, sempre più spesso. Una tentazione sbagliata quanto irresponsabile, perché l’Europa resta un occasione, non certo un pericolo.

Lo sa il Pdl, che però ha una palla al piede chiamata Lega Nord; lo sa anche il Pd, che dal canto suo ha la “grana” Vendola da gestire. Sia il Carroccio che Sel, però, sono assolutamente necessari per garantire con le loro convinzioni, condivisibili o meno, il pluralismo e la democrazia all’interno delle due coalizioni; Dio solo sa quanto ho rimpianto l’uscita di Rifondazione dal Parlamento nel 2006: i comunisti, a mio modo di vedere, erano un “cane da guardia” efficace sia nella protezione della moralità in campo istituzionale sia nella coesione della coalizione che sosteneva Romano Prodi. Mi mancano tanto e non scherzo, perché quando si trattava di garantire l’unità del Governo erano sempre presenti in blocco, in nome del sentimento di appartenenza alla Repubblica Italiana che hanno sempre dimostrato di avere, al contrario dei “lumbard”.

Proprio quest’ultimo aspetto mi fa pensare che attualmente la Lega, sebbene con capisaldi differenti, sia più integralista dei vendoliani; perciò va isolata dall’amminstrazione della Cosa Pubblica, anche perché non mi pare sia stata più pura degli altri. Il prossimo dovrà essere un governo innanzitutto di unità nazionale, sensibile, moderato, europeista. Occore un Monti espressione dei partiti, maturo, responsabile, capace di gestire le comprensibili bizze di Vendola, Fiom e compagni. Per questo dico: Bersani, unico potenziale statista a nostra disposizione, a Palazzo Chigi e Monti al Quirinale, visto che nel 2013 terminerà anche il mandato di Napolitano. In alternativa, vedrei bene Casini premier. Quanto a Mattro Renzi, nonostante la stima immutata, un ragionamento più responsabile mi porta a pensare che non sarebbe in grado di reggere, vista la sua età, lo stress della carica di Presidente del Consiglio in un momento fondamentale per il futuro del Paese come quello che stiamo attraversando.

Lorenzo Mascolo – 24Network

Commenti

wpDiscuz
Menu