venerdì 10 maggio 2013

A Davide Zappacosta, un po’ con la mente e un po’… con il cuore (di Lorenzo Mascolo)

Caro Davide, per celebrare la tua promozione in Serie B con l’Avellino ti dedico un breve pensiero diviso in due parti: la prima, scritta con la mente, la seconda con il cuore.

CON LA MENTE
Dopo aver indossato la maglia dell’Atalanta, con umiltà e dedizione sei sceso in Lega-Pro, contribuendo al ritorno degli irpini in B. Chissà, forse molte grandi squadre della Serie A ti hanno già messo gli occhi addosso, magari tra qualche anno ti vedremo a San Siro, all’Olimpico, al S.Paolo, oppure sul prato dello Juventus Stadium. In ogni caso saremo sempre orgogliosi di te, Sorano verace e profondamente legato a questa città.

CON IL CUORE
Pur essendo contento per te, “rosico” dannatamente. Io sono uno di quelli che furono presenti sotto la pioggia al celebre Sora-Avellino 3-0 di Coppa Italia, con il rigore parato da Zambardi e la tripletta di Luiso che siglò il goal qualificazione (all’andata era finita 2-0 per gli irpini) proprio al 90′. La Nord esplose, furono pochi ma indimenticabili secondi di follia. Quindi da tifoso sorano mi chiedo: perché Davide è salito in B con l’Avellino e non con il Sora? Lo so, è un ragionamento egoistico il mio, ma non posso farci nulla. Sono geloso di tutti i giocatori, tecnici ed allenatori sorani. E quando li vedo con un’altra maglia perdo il controllo: mi crollò (per modo di dire, sia chiaro!) il mondo addosso quando Antonio Tersigni “H7” non venne riconfermato alla guida della prima squadra nell’estate del 2009. Mi prude tutto il corpo se penso che uno dei migliori talenti mai nati in questa città è attualmente in forza alle giovanili del Frosinone. Ho sofferto anche per la cessione di Diego Castellucci, l’abbandono di Bubba Catenacci, l’addio di Luca Rapini, e per tutti coloro che sono andati via. Fosse per me, trasformerei il Sora in un nuovo Atletico Bilbao, giocando sempre con 11 Sorani o del Sorano.

La verità, Davide, è che non ho mai mandato giù la tua cessione. E mai riuscirò ad accettarla.

Detto ciò, ti auguro di continuare a scalare il “Monte Calcio” e di vincere tutto quello che c’è da vincere. Ma ricorda una cosa: io ti aspetto, noi ti aspettiamo, perché devi portare in B anche il nostro Sora. E poi sarà grande festa, una festa mai vista in nessun luogo d’Italia.

In bocca al lupo.

Lorenzo Sorano Mascolo

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