lunedì 29 dicembre 2014

A Sora arriva il parco giochi inclusivo per tutti i bambini. Ecco il progetto

Prosegue la campagna dell’Associazione Proviamoci un po’ e del Comune di Sora per la realizzazione di un progetto ambizioso: un parco giochi inclusivo che possa far divertire anche i bambini diversamente abili. Questo è l’iniziativa presentata all’Amministrazione Comunale che l’associazione, supportata dai ragazzi di “FUORI POSTO”, vorrebbe realizzare con apposite attività di raccolta fondi. Il progetto ha incontrato il plauso del Sindaco Ernesto Tersigni e dell’Assessore ai Servizi Sociali Amedeo Iaquone che hanno deciso di appoggiare l’importante iniziativa.

Domenica 28 dicembre sono già stati realizzati due eventi destinati a raccogliere fondi: una crespellata, in Piazza Mayer Ross, ed un torneo di freccette, presso la Pizzeria Mamma Mia. Il ricavato sarà completamente devoluto alla realizzazione del parco. L’Associazione Proviamoci un po’ e l’Amministrazione Comunale chiedono a tutti i cittadini, ai commercianti, agli Imprenditori ed alle istituzioni del territorio di collaborare al progetto perché il gioco è un diritto di tutti i bambini e una società che priva il gioco ai più piccoli non è una società sana.

Un parco gioco pensato anche per i bambini disabili vuol dire inclusione sociale e pari opportunità fin dall’infanzia. I parchi gioco inclusivi sono una realtà importante per consolidare il processo di integrazione ed uguaglianza. Nel nostro territorio, il parco gioco esistente nel “Parco S. Chiara”, durante l’estate e nei fine settimana caldi, si riempie di bambini che saltano, corrono, vanno in altalena e scivolano felici ma avete mai pensato che ci sono barriere architettoniche per i piccoli diversamente abili? I giochi presenti non sono adatti ad accogliere i portatori di handicap e le loro famiglie.

Fortunatamente esistono in Italia i primi esempi di inclusione sociale e di giochi adatti a tutti i bambini senza distinzione, che siano essi normodotati e non, perché tutti hanno il diritto di usufruire di un parco pubblico. Senza esclusione. Basta avere qualche accorgimento alle attrezzature per rendere possibili i giochi ai bambini normodotati e non: lo scivolo, l’altalena, i ponti tibetani e i percorsi tattili. Il progetto dell’Associazione Proviamoci un po’ consiste nel raccogliere fondi per l’installazione di un parco giochi inclusivo, consistente in una giostra rifinita nei sedili e nelle protezioni con relativi tappetini anti-trauma, un’altalena doppia (sedile per due normodotati + pedana accessibile anche a carrozzine motorizzate), un complesso di giochi con scivolo, barca e torri.

RELAZIONE DESCRITTIVA
L’Associazione culturale PROVIAMOCI UN PO’ nasce in quanto in una società dove la tecnologia avanzatissima ci permette di ascoltare musica con le cuffie; di scrivere più velocemente possibile un messaggio; di leggere un articolo sul suo tablet; di cercare di trovare un posto con il suo navigatore touch; di stare sui social network per distrarsi un po’; di immortalare un momento della sua vita e dove è possibile parlare e vedere persone che vivono dall’altra parte della Terra; ancora non siamo riusciti ad integrare completamente le persone normo dotate con i diversamente abili.

Un esempio sono la scarsa presenza su tutto il territorio nazionale di parchi giochi inclusivi. I bambini di oggi hanno stimoli e capacità molto sviluppate ed è per questo che l’offerta deve essere creativa, fisica ed attraente, non dimenticando mai che, attraverso il gioco, mentre si divertono, apprendono e crescono, socializzano, misurano la loro forza, si sfidano e si confrontano. Nella società in cui viviamo, quando parliamo di abbattimento delle barriere architettoniche, pensiamo a realizzare rampe e installare ascensori. Ma non è sufficiente , nei parchi giochi, aggiungere una rampa ad una struttura per renderla accessibile, bisogna garantire che tutti i bambini possano giocare insieme senza limiti e discriminazioni, in maniera sicura e divertente.

Alla base deve esistere una progettazione delle strutture fondata sulla conoscenza reale delle esigenze fisiche di movimento del bambino in tutte le sue diverse età e condizioni, per evitare situazioni di emarginazione o pericolo. Bisogna collaborare nella progettazione e nella realizzazione con personale esperte per rendere altamente giocabili, divertenti e sicuri i giochi che riusciamo ad installare, ove possibile, per tutti i bambini. Un parco gioco anche per bambini disabili vuol dire : inclusione sociale e pari opportunità fin da piccoli; I parchi gioco inclusivi, sono una realtà sociale importante per consolidare il processo di integrazione ed uguaglianza di tutti. Nel nostro territorio, all’interno del parco gioco esistente, “Parco S. Chiara”, durante l’estate e nei fine settimana caldi, si riempie di bambini. Saltano, corrono, vanno in altalena e scivolano felici ma… avete mai pensato che ci sono barriere architettoniche per i piccoli diversamente abili?

I giochi presenti non sono adatti ad accogliere i portatori di handicap e le loro famiglie. Fortunatamente esistono i primi esempi di inclusione sociale e di giochi adatti a tutti i bambini senza distinzione, che siano essi normodotati e non, perché tutti hanno il diritto di usufruire di un parco pubblico. Senza esclusione. Basta avere qualche accorgimento alle attrezzature, rende possibili i giochi ai bambini normodotati e non: lo scivolo, l’altalena, i ponti tibetani e i percorsi tattili. Moltissime strutture sono state progettate e realizzate per ospitare i bambini con diversa abilità e i parchi gioco inclusivi, sono una realtà sociale importante per consolidare il processo di integrazione ed uguaglianza di tutti.

Il nostro progetto consiste nel raccogliere fondi per l’installazione di un parco giochi inclusivo, consistente in:

  1. una giostra rifinita nei sedili e nelle protezioni con relativi tappetini anti-trauma;
  2. un’altalena doppia (sedile per due normodotati + pedana accessibile anche a carrozzine motorizzate) ;
  3. Complesso di giochi con (a) scivolo, (b) barca, (c) torri.

Di cui previa autorizzazione dei familiari vorremmo che fossero intitolati a: Alviani Marco – Armando Cristiani (studenti vittime del terremoto del L’Aquila); Palleschi Gilberta ( insegnante ). Tutte le spese di realizzazione e tecniche saranno a carico della nostra associazione “Proviamoci un po'” come la manutenzione annuale con verbale rilasciato da ditta specializzata, mentre la manutenzione giornaliera o visiva e quella trimestrale periodica sarà a carico del Comune di Sora.

Sergio Cippitelli

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