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Anziani e portatori di handicap: per voi niente Castello… (di Lorenzo Mascolo)

Non so se a qualcuno è mai capitato di parlare del Castello di S.Casto con un sorano ultrasettantenne. Comunque, a beneficio di coloro che non hanno mai vissuto un’ esperienza del genere, spiego velocemente che cosa accade nel colloquio. Non appena introduco l’argomento gli occhi del vecchietto cominciano a brillare nel ricordo della prima giovinezza, i primi amori, le fughe con le ragazze sul monte nelle notti d’estate. Poi il lavoro, magari in fabbrica e con i turni, il tempo libero che diminuisce sempre più, la famiglia, i figli, le passeggiate sempre più sporadiche. Infine la pensione, la vecchiaia, l’affanno. Salgo? Non salgo? Ma no, lasciamo perdere, dovesse succedermi qualcosa bisognerebbe chiamare l’elicottero.

Il finale della chiacchierata è sempre lo stesso: m’immagino anziano e penso all’impossibilità di continuare ad ammirare un panorama che per me è vita anche in età avanzata. A quel punto mi domando; come reagirei, io che da ragazzino facevo i 400 gradini tre alla volta? E ancora, se avessi vent’anni e fossi già costretto a stare su una sedia a rotelle? Dovrei accontentarmi della descrizione di chi a S.Casto c’è stato con le sue gambe? NON ESISTE.

Ecco allora che il cervello incomincia a rovistare nei suoi cassetti cercando l’idea: si potrebbe fare una strada per portare su gli anziani (e portatori di handicap) con una navetta elettrica, così magari li faremmo emozionare ancora!
Ma che scherzi? Non lo dire! lassù c’è l’Ambiente, la Storia da proteggere! Eppoi quei rottami sono buoni solo per il camposanto e chissenefrega se fanno un passo ogni trenta secondi pur essendo lucidi mentalmente.

Sarà, però il povero Pietro Lauri, famoso pasticcere del Caffè più antico di Sora, proprio qualche anno fa decise di andare sul Castello il giorno di Ferragosto. Aveva 70 anni e non credo che intendesse suicidarsi. Forse voleva semplicemente ammirare la sua Sora dall’alto. Allora si è avviato, ma non è più sceso. Se fosse esistita una strada di accesso al Castello, o una funivia, probabilmente Pietro sarebbe ancora in Piazza Umberto I a sfornare i suoi ineguagliabili cannoli alla crema in quel locale datato anno 1873, tristemente violentato dopo la sua morte. Tuttavia, per non togliere la terra sotto i piedi a nessuno, aggiungo che lo stesso Lauri avrebbe anche potuto ribaltarsi sulla strada con la navetta elettrica ruzzolando fino alle Spinelle. Va bene così?

Lorenzo Mascolo – Sora24

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