Chiuso lo stato di allerta a Campoli Appennino dopo la bonifica di tre depositi di ordigni bellici. Il materiale è stato trasferito a Pescosolido.

CAMPOLI APPENNINO – Si è concluso lo stato di allerta attivato a seguito del rinvenimento di più depositi di ordigni bellici nel territorio comunale. A comunicarlo è la sindaca Pancrazia Di Benedetto, al termine dell’ultima riunione del Centro Coordinamento Soccorsi.
Secondo quanto riferito, il personale del 6° Reggimento Genio Pionieri di Roma ha completato le procedure di bonifica e messo in sicurezza i tre depositi di ordigni bellici individuati nel territorio di Campoli Appennino. Il materiale è stato trasferito in un sito di Pescosolido.
Le prossime operazioni di distruzione
Il Prefetto di Frosinone Giuseppe Ranieri, che ha presieduto il C.C.S., ha chiuso i lavori definendo con i militari del Genio l’organizzazione delle successive operazioni di distruzione dei residui. Per numero e tipologia, il materiale sarà trattato in siti differenti e in un arco di tempo prolungato.
Il Centro Coordinamento Soccorsi era stato attivato il 28 settembre dalla Prefettura di Frosinone per coordinare gli interventi, le amministrazioni coinvolte e le diverse fasi delle operazioni di rimozione e bonifica.
Alla riunione hanno preso parte, oltre al Prefetto e alla sindaca Pancrazia Di Benedetto, il Questore, i vertici provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, la Polizia Stradale, i Vigili del Fuoco, Ares 118, l’Esercito Italiano, la Croce Rossa Italiana, la Regione Lazio, la Provincia di Frosinone, E-Distribuzione S.p.A., Italgas S.p.A. e il sindaco di Pescosolido.
I ringraziamenti della sindaca
La sindaca ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato alle operazioni, sottolineando la professionalità e l’umanità dimostrate nei giorni dell’emergenza.
«Campoli Appennino ringrazia immensamente tutti per l’alto grado di professionalità e umanità avuta in questi giorni. Giovani eroi che lavorano per servire lo Stato a cui non possiamo fare altro che dire grazie. Campoli Appennino non dimentica e renderà omaggio e merito», ha concluso Pancrazia Di Benedetto.
