giovedì 6 dicembre 2012

Caro Babbo Natale, come regalo vorrei…che Tersigni e Duro si trasformassero in Anzil e Mattiussi… (di Lorenzo Mascolo)

L’esempio da seguire per Sora e Isola del Liri (e non solo) arriva dallo splendido Friuli Venezia Giulia. Mario Anzil è il sindaco di Rivignano, Comune di 30 kmq per 4425 abitanti in provincia di Udine; Fabrizio Mattiussi, invece, è il primo cittadino di Teor, Comune di 16 kmq per 1971 abitanti, sempre in provincia di Udine e distante appena 3 km da Rivignano. Insieme, attraverso un referendum denominato “Uniti nel Cuore, Insieme si cresce”, i due paesi hanno vinto la loro battaglia per lo sviluppo e la sopravvivenza.

Tra pochi mesi, infatti, si fonderanno nel Comune di Rivignano-Teor, nome scelto per non privare nessuno dei due centri della sua identità storica. Inoltre, ci sarà un’equa divisione delle rappresentanze: le sedute del consiglio comunale e le riunioni della giunta si svolgeranno a Rivignano, mentre gli uffici saranno allestiti a Teor. Il risparmio per i cittadini sarà, solo di costi amministrativi, pari a 200 mila euro all’anno.

Il campanilismo continuerà a vivere come è giusto che sia; magari si svolgeranno anche sentitissime partite di calcio per ribadire ognuno la sua appartenenza a Rivignano o a Teor. Le due comunità potranno continuare a tramandare nel tempo il dialetto, le tradizioni, la cucina; insomma, umanamente e socialmente non cambierà nulla. Al contrario, cambierà molto e in meglio in ambito politico, perché rivignanesi e teoresi potranno contare su un Comune più forte grazie ai suoi 6396 mila abitanti per una superficie di 46 kmq.

Due curiosità sul voto espresso al referendum: la prima è che a Rivignano ha votato il 44% e a Teor il 37%, un po’ bassa vista l’importanza della questione. Della serie: fate come volete, per noi è lo stesso. La seconda è che, tra i votanti, ben il 97% a Rivignano ed il 73% a Teor hanno detto sì all’unione dei Comuni. Se confrontiamo tali dati con l’affluenza che ci fu nel 1991 qui da noi per il referendum su Lirinia, che coinvolse ben 30000 elettori per rispondere al quesito sulla fusione dei Comuni di Sora, Isola del Liri, Arpino, Castelliri e Broccostella, scopriamo che a Sora e Isola del Liri, dove votarono “sì” la stragrande maggioranza dei cittadini, volevano l’unione molto più di quanto la vogliano oggi Rivignano e Teor. La differenza è che loro l’hanno avuta, noi no.

Orbene, perché non ci riproviamo? Con la soluzione del Comune di Sora-Isola del Liri continueremo a dividerci in “cacannacqua e cinciari”. In merito al progetto “Lirinia”, difatti, ho sempre espresso perplessità sul nome del nuovo Comune, perché mi sembrava ingiusto negare ad una comunità la sua storia. E’ inevitabile, infatti, che nel caso dell’istituzione del Comune di Lirinia sarebbero stati sufficienti cento anni per cancellare dalle mappe e soprattutto dalle menti i nomi di Sora e Isola del Liri, come è accaduto per Intra e Pallanza. Chi sono? L’attuale Verbania. Al contrario, chiamando il nuovo ente Comune di Sora-Isola del Liri, nessuno perderà la sua identità. Il problema del nome unico, caso mai, verrà affrontato dalle generazioni future più o meno fra un paio di secoli.

Prima della partita Sora-Isola Liri dello scorso Settembre, un mio caro amico, molto più di uno storico tifoso dei bianconeri mi disse a muso duro: “Non ti azzardare a toccarci il derby. Sora-Isola è tradizione, cacannacqua contro cinciari è storia. E noi alla storia teniamo molto”. Poi aggiunse: Politicamente ed economicamente il discorso cambia. Perché i nostri rappresentanti non si mettono insieme per fare un unico Comune di Sora e Isola del Liri? Diventeremmo una città fortissima”. Non aggiunsi niente alle sue parole, perché aveva già detto tutto. Capii che la coscienza popolare è pronta per il grande salto; la partita di calcio, le scazzottate, il dominio dell’uno sull’altro sono comprensibili diatribe che fanno parte della storia dei due popoli, e nessuno deve cercare di sopprimerle. Ma quando si parla di soldi, alias futuro dei propri figli, lavoro, ecc., il cervello gira, ah se gira! E capisce che se i sindaci attuali non coglieranno l’occasione, tra mezzo secolo ci ritroveremo due Comuni, Sora e Isola del Liri, rispettivamente con 10 mila e 5 mila anime: più o meno la situazione di 3/4 secoli fa. Tutto questo perché il nostro territorio sta ancora pagando i postumi di un’ingiustizia subita 85 anni fa…

Viceversa, ossia istituendo il Comune di Sora-Isola del Liri, le cose saranno diverse; perché, come recita lo slogan di Rivignano e Teor, “Insieme si Cresce”. Grazie a tale azione virtuosa ossia all’unione dei Comuni, difatti, si potrà usufuire di molti fondi pubblici per il consolidamento del nuovo ente, poiché lo Stato tende sempre più a favorire le semplificazioni istituzionali; si potrà, ad esempio, ricostruire tutte le scuole ex novo e togliere il peso di affitti milionari sulle spalle del nuovo Comune. Si potranno poi fare tante altre cose: nella Sanità, nello Sport, nell’industria (l’area di S.Domenico, tanto per fare un esempio, diventerebbe la zona industriale di un unico Comune); c’è un però, anzi, un interrogativo: la politica sarebbe davvero favorevole a questa rivoluzione? Oppure la ostacolerebbe per difendere quei pochi sgabelli rimasti fino a quando questa terra non sarà morta e sepolta? Capiscono i politici locali che se moriremo noi moriranno anche i loro figli e i figli dei figli? Nel paese in cui si vive alla giornata, probabilmente no.

E allora, non mi resta che sperare in qualcosa di magico; pertanto, visto che è quasi Natale, scriverò due righe a Babbo Natale.
Caro Babbo Natale, come regalo quest’anno vorrei che Ernesto Tersigni e Luciano Duro si trasformassero in Mario Anzil e Fabrizio Mattiussi, i sindaci di Rivigiano e Teor; e poi unissero i Comuni di Sora e Isola del Liri nel nuovo Comune unico di Sora-Isola del Liri, permettendo a 40mila cuori di trovare il più bel regalo della loro vita sotto l’albero: il futuro.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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