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Compagni, e quando “CI” ricapita? (di Lorenzo Mascolo)

Mi hanno detto: “Sei andato a votare alle Primarie ed hai votato Bersani solo per fare un piacere a Mike!”. Ho risposto: “Assolutamente no. Sono andato a votare perché mi andava di farlo; perché adoro votare, anche per le elezioni condominiali. Ed ho scelto Bersani dopo un ragionamento politico: Renzi non mi sembra pronto per essere Premier, e in questo momento, se proprio non vogliono lasciarmi Supermario Monti, scelgo Bersani; perché è l’unico che mi ispira un po’ di fiducia nel futuro, soprattutto pensando alla devastazione che c’è dall’altra parte“. Sapete dove si è verificato questo scambio di battute? Nella nostra redazione, tanto per far capire chi siamo e soprattutto la lealtà e la schiettezza con cui ci confrontiamo. Da noi ci sono ex comunisti, democristiani, socialisti, berlusconiani convinti, ex fascisti, radicali, tutto; anche un po’ di leghismo, se serve. Peccato che a Sora il non essere di parte fa strano, molto strano. Pazienza, chi dovrà imparare ad accettarci imparerà.

Detto ciò, sperando di aver fatto luce sul gesto di domenica scorsa – tra l’altro chi ha memoria lunga ricorderà sicuramente che io ho votato anche alle primarie precedenti e sempre per Bersani, perché sono un uomo libero e la politica per me, essendo anzitutto una passione, va oltre l’ideologia – vorrei spostare l’attenzione sul fatto a mio parere più importante della settimana: è nata una stella. Il suo nome è Matteo Renzi. Dopo il confronto su Raiuno le quotazioni del sindaco di Firenze sono schizzate alle stelle; tutta l’Italia vorrebbe andare a votarlo, anche quella delusa da un centro-destra drammaticamente succube di Berlusconi.

Fino a domenica scorsa, infatti, con la presenza di Vendola, Puppato e Tabacci, il discorso era palesemente legato al contesto della coalizione di centro-sinistra: ora non più, anche se formalmente è vero il contrario. Dico la verità: Mercoledì sera non riuscivo a togliere gli occhi di dosso dal giovane Matteo. Ero abbagliato dalla presenza di un trentenne in tv che proponeva la sua candidatura alla guida del Paese. Al tempo stesso riflettevo sulle mie sensazioni e dicevo tra me e me: pensa un po’ come sono vecchio a soli 36 anni; per me è impossibile vedere un uomo candidato a Premier se non ha tutti i capelli bianchi (o neri tinti) e almeno sessant’anni. Forse questo mio pensiero ha attraversato la mente di tanti altri italiani incollati allo schermo per il confronto, chissà.

Sta di fatto che se Bersani decidesse di spostare clamorosamente tutti i suoi voti su Renzi, il Pd asfalterebbe il centro-destra alle prossime Politiche conquistando non meno del 70% dei seggi: una maggioranza bulgara, il sogno di una vita di tutti i compagni più convinti. Invece, fortunatamente per la democrazia italiana, a sinistra abbiamo (uso la prima plurale perché anch’io ho scelto Bersani in modo convinto) ribadito ancora una volta che per noi l’idea è più importante della vittoria. Che siamo nati non per il governo ma per l’opposizione; che il nostro ruolo in Italia è controllare gli esecutivi delle destre, Dc o Pdl che siano, seculis seculorum.

Matteo Renzi, difatti, a detta di molti compagni non sarebbe di sinistra: tesi condivisibile. Ma sicuramente non è neanche di destra. E’ semplicemente giovane e piace sia da una parte che dall’altra. E’ sicuramente meno posato di Bersani per l’età; è certamente ingenuo ed esuberante in alcune espressioni, sempre a causa della gioventù; forse è anche un po’ costruito con un buon piano di marketing. Ciononostante, lo ripeto, è giovane: e per questo motivo tremendamente attraente per tutto l’elettorato italiano, che lo voterebbe in massa e ad occhi chiusi. Compagni, e quando “CI” ricapita?

Lorenzo Mascolo – Sora24

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