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CRISI: CONFINDUSTRIA. PIL -2.4% NEL 2012, ALLARME DISOCCUPAZIONE

ROMA (ITALPRESS) – Flessione del Pil e aumento del tasso di disoccupazione. Sono questi i dati principali che emergono dalle previsioni contenute nel rapporto redatto dal Centro studi Confindustria “La lunga crisi: ultima chiamata per l’Europa. Liberare l’Italia dal piombo burocratico”, presentato questa mattina nella sede di Confindustria. In particolare, la stima delle flessioni del Pil da parte del Centro Studi di Confindustria e’ del 2,4 per cento nel 2012 e dello 0,3 per cento nel 2013, dati che seguono gli incrementi dell’1,8 per cento nel 2010 e dello 0,4 nel 2011. Il 90 per cento dell’arretramento di quest’anno e’ gia’ acquisito nel secondo trimestre (-2,1%). A diminuire in particolare sono i consumi delle famiglie (-2,8%) a causa della fiducia al minimo storico. Il crollo degli investimenti poi e’ pari all’80% a causa dell’incertezza sulla domanda futura. Il minor incremento della domanda estera incide sulle esportazioni italiane, che decelerano al +1,2%, l’export netto fornisce un contributo alla dinamica del prodotto italiano cpomunque molto positivo.
Le previsioni per il 2013 prevedono un miglioramento dovuto a politiche di bilancio meno restrittive, accelerazione del commercio globale (+4,5) e nuove misure che dissolveranno i dubbi sulla sopravvivenza della moneta unica europea.
In particolare, per quanto riguarda il Pil il Csc rileva un’accentuazione del calo nel secondo trimestre del 2012 (-1%) e una graduale attenuazione fino al terzo trimestre dell’anno, quando il livello del prodotto raggiungera’ valori inferiori dello 0,6% al minimo raggiunto nella precedente recessione. Variazioni positive si avranno solo dalla primavera del prossimo anno, con una dinamica intorno allo 0,2% trimestrale, che permettera’ di contenere allo -0,3%. La contrazione media annua nel 2013 (+0,7% tendenziale di fine anno). Al termine del periodo di previsione il vuoto da colmare rispetto al massimo pre-crisi sara’ del 7%.
Altro dato preso in esame dal Centro studi di Confindustria e’ quello dell’occupazione. Le condizioni del mercato del lavoro sono “in forte deterioramento”. Il Csc stima che l’occupazione (calcolata sulle Ula, unita’ di lavoro equivalenti a tempo pieno) calera’ nel 2012 dell’1,4 per cento (-1% gia’ acquisito al primo trimestre e dello 0,5 per cento nel 2013. Il 2013 si chiudera’ con un milione e 482mila Ula occupate in meno. Un dato che emerge e’ che il livello di occupazione e’ piu’ o meno stabile e che quest’anno sono oltre 600 mila le persone che cercano attivamente lavoro. Pero’ le previsioni della disoccupazione non sono incoraggianti con un incremento previsto per il prossimo anno. Il tasso di disoccupazione raggiungera’ il 10,9 per cento a fine
2012, con una media di anno del 10,4 per cento e il 12,4 per cento a fine 2013, esattamente il quarto trimestre del prossimo anno. Se si includono i cassintegrati, l’incidenza della forza lavoro inutilizzata sfiora il 12,5 per cento a fine 2012 e supera il 13,5 per cento a fine 2013.
Un peggioramento che coinvolge anche altri stati europei, in Francia (10,2 per cento) e Spagna (24,3 per cento). In controtendenza e’ la Germania, dove c’e’ stato un calo del 5,4 per cento, confermando il trend calante iniziato nel 2009. La domanda totale interna scende: -4,3 per cneto quest’anno e dello 0,6 per il prossimo. La dinamica dei prezzi al consumo invece aumentano: +3,1 nel 2012 e +2,6 nel 2013. Il crollo riguarda anche gli investimenti: -8 per cento nel 2012 con un’ulteriore perdita dello 0,2 il prossimo anno. Positive sono invece le stime per le esportazioni. Confermata in salita e’ anche la pressione fiscale apparente al 45,4 per cento del Pil nel 2013.
Dal prossimo anno si stabilizzera’ il debito pubblico in rapporto al Pil su livelli piu’ alti di quelli previsti a dicembre: 125,8 per cento. Una via per far ripartire il Paese, secondo il Csc, e’ “liberare l’Italia dalla burocrazia”. Una diminuzione dell’1 per cento dell’inefficienza della P.A. e’ associata a un incremento dello 0,9 del livello del Pil.

Fonte: www.italpress.com

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