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De Donatis – La Pietra verso l’accordo?

Pochi giorni dopo le dichiarazioni di Bruno La Pietra: «Schierarsi presuppone una concordanza di idee, di metodi e di obiettivi che non ritengo avere, a tutt’oggi, con nessuno dei candidati attualmente indicati dai mass media» (clicca qui per leggerle), secondo quanto scritto oggi da Ciro Altobelli sul quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi, potrebbe invece tornare l’asse De Donatis – La Pietra. In questo modo, la piattaforma civica di Roberto De Donatis, dopo aver aggregato il centrodestra sorano, unirebbe anche un’importante parte della sinistra cittadina.

Questo quanto scrive Altobelli: “Si  riaprono i giochi. Come è normale che sia, le ipotesi sulle alleanze per allestire le coalizioni che si presenteranno al giudizio degli elettori nelle comunali di primavera, vengono proposte e smentite nel giro di pochi giorni. E così progetti che sembrano decollare poi improvvisamente si ridimensionano, mentre altri che sembravano ormai archiviati in un attimo riprendono quota. Tra questi ultimi possiamo annoverare la possibile intesa tra la piattaforma civica di Roberto De Donatis e Progetto Città, gruppo che fa riferimento all’ex assessore alla cultura Bruno La Pietra.

Fino a pochi giorni fa sembrava una idea accantonata a causa di incomprensioni su metodi e tempi. Ora però si aprono nuovi spiragli. Lo spunto è stata la comune posizione su alcune vicende locali, ultima delle quali l’arrivo, lodato da entrambi, nella nostra città del vice presidente della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio del M5S. E proprio a De Donatis abbiamo chiesto se questo trovarsi sulla  stessa  lunghezza d’onda potesse rappresentare l’inizio di una ritrovata intesa con La Pietra.

«La nostra coalizione, in coerenza con la volontà inclusiva del progetto, è pronta al confronto programmatico che miri alla migliore definizione delle linee programmatiche tracciate ed alla proposizione di ulteriori idee per invertire il trend negativo». Si, ma con La Pietra come sono i rapporti? «Con Bruno il confronto dialettico parte da lontano, improntato da sempre su un reciproco rispetto e sarebbe un interlocutore naturale».

Sull’argomento De Donatis non si sbottona ulteriormente, ma la sensazione è che nei prossimi gironi ci potrebbero essere grosse novità. In città c’è già chi ipotizza un incontro ufficiale tra i due gruppi per confrontare i programmi elettorali e, nel caso i punti in comune fossero preponderanti rispetto alle divergenze, si potrebbe davvero arrivare all’intesa tra i due politici che, peraltro, hanno già collaborato nella giunta del compianto Cesidio Casinelli e sono stati alleati anche alle scorse elezioni comunali. Vedremo.

Intanto a De Donatis abbiamo chiesto, più in generale, quali potrebbero essere gli elementi fondamentali per ulteriori allargamenti della sua piattaforma civica? «Le intese si fondano sul reciproco rispetto e riconoscendo gli elementi di valore di ognuna delle tesi espresse. A Sora invece spesso sono prevalse logiche tese a dividere piuttosto che ad unire. Noi crediamo più nel dialogo fra parti con pari dignità per la costruzione di un progetto e di una classe dirigente dove tutti possano sentirsi alla pari, primus inter  pares».

Quali i presupposti per la scelta di coalizione civica, peraltro ampiamente imitata? «La riteniamo l’unica  possibilità per un progetto politico credibile e sostenibile, scevro da condizionamenti esterni con la finalità esclusiva di proporre soluzioni che siano espressione dello studio delle difficoltà del nostro contesto, cercando di mettere in campo un nuovo metodo di costruzione del programma. Il grande problema dell’oscurantismo politico per Sora e l’intero territorio, nasce proprio dall’incapacità storica di riuscire a trovare sintesi capaci di aggregare le migliori risorse in termine di idee e di possibile classe dirigente».

Quindi come intendete procedere? «È necessario ripartire dal basso e contare di più quando arriva il momento delle scelte importanti e, attraverso percorsi condivisi, avere consapevolezza di cosa si vuole fare per uscire dall’isolamento economico, sociale e culturale, palude questa nella quale siamo invischiati da 40 anni»”.

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