venerdì 28 dicembre 2012

Forse i Maya si riferivano ai Comuni del Sorano? (di Lorenzo Mascolo)

Oggi pomeriggio un mio amico di Arce ha postato la seguente frase sulla mia bacheca Fb: “Credo sia opportuno far sentire la voce politica di tutta un’area malconsiderata. Tutto il centro-sud della provincia è miseramente rappresentato e difeso. Sora e Isola potrebbero esprimere tranquillamente un personaggio di spessore, ma il campanilismo cittadino porta ad avere sempre polvere tra le mani”.

Come si dice: piglia, incarta e porta a casa. La suddetta analisi è tanto veritiera quanto significativa, nel senso che buona parte degli abitanti del comprensorio si aspetterebbero quantomento una solida unità di intenti politici tra Sora e Isola del Liri, che oramai sono una città unica e insieme dovrebbero rappresentare il motore di tutta l’economia locale. Dovrebbero. E invece niente, perché Sora e Isola del Liri sono sapientemente controllate attraverso il caro vecchio metodo “Divide et impera”, con il quale si riescono a tenere a bada due realtà locali che unite farebbero molta paura.

Tale metodo, per chi non lo sapesse, è applicato al nostro comprensorio da 85 anni. Un noto politico del cassinate, ad esempio, che recentemente ha riempito la città di manifesti “gialloblu”, nel 1991 fu uno dei fautori della bocciatura del Comune di Lirinia in Consiglio Regionale. La seconda della storia, perché 64 anni (nel 1927 ndr) prima, l’allora prefetto della neonata Provincia di Frosinone si guardò bene dall’approvare la richiesta di accorpamento dei Comuni di Sora e Isola del Liri, in quanto tale unione avrebbe dato vita alla città più popolosa della provincia, con inevitabili ripercussioni negative sugli equilibri di potere appena imposti dal fascismo.

Oggi la nostra situazione non è molto differente rispetto al passato (dal 1961 al 2012 Sora è cresciuta di soli 3000 abitanti); ma mentre nel dopoguerra abbiamo potuto usfuruire del tandem Senese-Andreotti, ottenendo la Cartiera del Sole, la Caserma militare, la Scuola della Guardia di Finanza (persa successivamente da pivelli), l’Università (persa anche quella da polli), le Superstrade, l’Ospedale, ecc., attualmente non abbiamo riferimenti politici per difendere quel poco che ci rimane. Pertanto, se non eleggeremo nostri rappresentanti alla Regione, alla Camera e al Senato, rischieremo quotidianamente di perdere qualcosa.

L’ospedale stesso, tanto per fare un esempio, tornerà sulla graticola a partire da Marzo 2013 (dopo le elezioni), poiché sulla sua testa pende ancora la condanna di un piano aziendale che lo vuole degradato al rango di nosocomio di base, ossia dotato di Pronto Soccorso e reparti di Medicina, Chirurgia e (forse) Ortopedia. Dopo il SS.Trinità, vista la crescita demografica prossima allo zero nei nostri Comuni, probabilmente inizieremo a perdere anche le scuole (in Valle di Comino ne sono state già chiuse un paio e molti istituti di Sora sono in evidente difficoltà); a seguire i negozi e dulcis in fundo le poche fabbriche attualmente ancora in piedi. Immaginando questo devastante panorama mi viene in mente un quesito, tanto ironico quanto amaro: forse i Maya si riferivano ai Comuni del Sorano?

Lorenzo Mascolo – Sora24

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