28 giugno 2011 redazione@sora24.it
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Gestione Rifiuti: maxitruffa da 1,1 mln a Sora, sei denunciati

Una vasta operazione di polizia giudiziaria a tutela dell’ambiente e dell’erario pubblico è stata conclusa nella mattinata odierna dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Frosinone. I militari, nell’ambito degli interventi ispettivi svolti a tutela dell’ambiente e delle investigazioni preventive contro l’infiltrazione delle “ecomafie” negli appalti e nella gestione del ciclo dei rifiuti in Ciociaria e nell’Alta Terra di Lavoro, hanno scoperto una maxi-truffa che avveniva attraverso il sistema degli appalti per il noleggio e la manutenzione dei mezzi per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e per la cura del verde pubblico nel Comune di Sora. L’inchiesta giudiziaria, iniziata nel 2008 e durata oltre due anni, è stata svolta dalle Fiamme Gialle sotto le direttive del Dott. Francesco Cerullo, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cassino. I militari hanno svolto una minuziosa opera di controllo sulla spesa pubblica del Comune di Sora relativa alla gestione della raccolta dei rifiuti, ricostruendo i fatti attraverso l’esame dei bilanci e dei documenti contabili dell’ente locale. Le investigazioni sono state svolte attraverso un’approfondita attività d’analisi della documentazione acquisita sul conto delle imprese oggetto delle indagini e del bilancio comunale di Sora, attraverso l’acquisizione di dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, nonché con l’ausilio di banche dati telematiche. La truffa, come accertato dalle Fiamme Gialle, veniva perpetrata da due rappresentanti legali di altrettanto società e da quattro dipendenti di una delle stesse.

Dalle indagini è emersa, per gli anni 2005-2006, una grave frode ai danni dell’Ambiente S.p.a. (a quei tempi impresa a partecipazione maggioritaria del Comune di Sora per la quota del 51%) che si era avvalsa, principalmente, per la manutenzione-riparazione e nolo del parco automezzi in uso alla medesima, del suo socio/fornitore, una società privata successivamente dichiarata fallita. Questa società privata, associata con il Comune di Sora nel capitale dell’Ambiente S.p.a., si sarebbe indebitamente arricchita attraverso una serie di artifizi e raggiri posti in essere da amministratori e dipendenti.

Il disegno criminoso è stato posto in essere attraverso:

  • la predisposizione di false richieste di intervento per la manutenzione degli automezzi dell’Ambiente Spa;
  • la predisposizione di false schede di lavorazione degli automezzi, nelle quali venivano indicate contemporaneamente in diverse lavorazioni gli stessi soggetti (una stessa persona che lavora nello stesso giorno e nello stesso orario su due mezzi diversi e/o in due luoghi diversi);
  • la predisposizione di false schede di lavorazione mezzi nelle quali veniva indicato personale operaio assente per malattia, per festività, per ferie, o per un monte ore superiore a quello risultante dalle presenze mensili;
  • il doppio pagamento delle stesse fatture;
  • la predisposizione di fatture per lavorazioni mai avvenute;
  • la predisposizione di fatture per interventi più costosi di quelli effettivamente avvenuti;
  • la predisposizione di fatture per il noleggio di mezzi successivamente alla scadenza del contratto, pur essendoci il divieto di farlo.

E’ stato anche accertato l’utilizzo di carburante  pagato dalla Ambiente S.p.A. (e quindi dalla collettività) per autovetture personali. Inoltre, all’amministratore delegato dell’Ambiente Spa è stato contestato il reato di falso in bilancio in quanto, con l’intenzione di ingannare i soci ed il pubblico, esponeva nel bilancio della società voci non rispondenti al vero. Attraverso questi meccanismi, le persone indagate traevano in inganno il Comune di Sora, socio al 51% dell’Ambiente Spa, cagionando alle casse dell’ente locale un enorme danno. I notevoli introiti hanno permesso, oltre all’indebito arricchimento del socio fallito, a quattro  dipendenti della partecipata di ottenere notevoli innalzamenti di livelli retributivi in mancanza di idonee e giustificate motivazioni. Pertanto, al termine degli accertamenti espletati, è stato accertato che i costi non dovuti per gli anni oggetto d’indagine, per l’irregolare gestione economica dell’Ambiente Spa, sostenuti dal Comune di Sora e, quindi, da tutti i cittadini sorani, complessivamente ammontano ad oltre un milione d’euro.

Il depauperamento della società partecipata dal Comune, deriva dalla rinuncia agli utili e, poi, dalla ricapitalizzazione, che nel tempo l’Ente (Comune di Sora), ha dovuto sostenere, per salvaguardare sia i posti occupazionali che i problemi d’igiene pubblica e decoro urbano. Al termine dell’attività svolta sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria sei soggetti ritenuti  responsabili, a vario titolo, del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, ed un soggetto per il falso in bilancio. Gli stessi, ora, rischiano condanne fino a cinque anni di reclusione.

La situazione accertata è stata segnalata, tra l’altro, alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti  di Roma  per il recupero del danno erariale quantificato in circa 1.100.000,00 Euro. La Magistratura Contabile provvederà al recupero delle somme indebitamente sottratte alla collettività: per l’individuazione dei responsabili dell’ingente danno, ed il pagamento dello stesso, sono state segnalate 43 persone tra le quali gli amministratori dell’Ambiente S.p.a. ed i dipendenti della stessa che hanno concorso nella truffa, nonché numerosi consiglieri ed assessori comunali avvicendatisi negli ultimi due mandati elettorali e coinvolti, a vario titolo, nella vicenda oggetto di indagine. Sono state evidenziate alla Corte dei Conti anche talune procedure di assunzione di dipendenti, avvenute senza concorso pubblico, ed alcune attribuzioni di incarichi nel Consiglio d’Amministrazione, per le quali vanno valutate le scelte effettuate alla luce dell’interesse pubblico. La Società Ambiente Spa, a seguito del dissesto finanziario, è ora partecipata quasi completamente (99%) dal Comune di Sora, che ha dovuto rilevarne le quote e le sorti per evitare che il servizio di raccolta rifiuti e di decoro urbano non fosse più assicurato. Lo scompenso economico derivante dalla truffa, tuttavia, è destinato a ripercuotersi per anni sulle imposte pagate dai cittadini sorani. Il controllo della spesa pubblica è fondamentale non solo per assicurare lo sviluppo economico del territorio, ma anche per evitare che gli Enti locali sborsino denaro pubblico per costi e/o oneri non dovuti.

Comunicato Stampa Guardia di Finanza Tenenza Sora – Comando Provinciale Frosinone

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