20 luglio 2012 redazione@sora24.it
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Gli Anti-Italiani non sono a Bruxelles (di Lorenzo Mascolo)

Come volevasi dimostrare. Relativamente alla stretta sulla spesa pubblica i parlamentari stanno facendo terra bruciata intorno a una voce che li interessa molto da vicino: l’abolizione delle province. Con tale provvedimento, si sa, molti habitué della poltrona si ritroverebbero con il popò per terra e diventerebbero un gran problema per i loro partiti di riferimento.

Quindi, riuscire a ritardare l’approvazione del decreto fino alle prossime elezioni politiche costituirebbe un’ancora di salvezza per tanti candidati alla conquista di un posto nelle due Camere nazionali. In altre parole: se il consigliere o l’assessore della provincia “X” saltassero, sosterrebbero il loro deputato o partito di riferimento? Assolutamente no.

Dunque bisogna correre ai ripari, inventandosi gli emendamenti più assurdi. Della serie: con l’approvazione della spending review accadrà che in Molise, Basilicata e Umbria, attualmente accomunate dalla suddivisione del loro territorio in due province, l’accorpamento di Campobasso e Isernia, Potenza e Matera, Perugia e Terni determineranno l’anomala situazione di regioni con una sola provincia.

Ebbene, per ovviare al problema i nostri politici non propongono l’eliminazione totale delle suddette province, come sarebbe logico fare, anche per venire incontro alle difficoltà di un popolo tartassato da una pressione fiscale arrivata al 55%, bensì intendono mescolare ancor più le carte chiedendo uno strappo alla regola con cui evitare la soppressione delle stesse a “rischio” accorpamento. Perfettamente consapevoli che qualora il loro emendamento venisse approvato si innescherebbe una reazione a catena che costringerebbe Monti ad abbandonare l’idea di riforma degli enti locali.

Tutto ciò mentre 14000 lavoratori delle zone terremotate dell’Emilia sono in cassa integrazione da due mesi e potrebbero essere, in parte, sostenuti proprio dagli emolumenti attualmente versati a consiglieri ed assessori provinciali. Fondi che, qualora il Governo riuscisse ad eliminare le province, diventerebbero utilissimi per rimpinguare le casse degli ammortizzatori sociali. Non c’è alcun dubbio: gli Anti-Italiani non sono a Bruxelles.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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