sabato 16 marzo 2013

Il sogno di Venditti e Altobelli lo realizzeranno a Biella… (di Lorenzo Mascolo)

Se vi capita di entrare nello studio del Dott. Antonio Altobelli a Sora, fate caso ad una targa metallica ben visibile nei pressi del portone d’ingresso, con su scritto “BPS”. Cosa vuol dire? “BANCA POPOLARE DI SORA”.

Per chi non lo sapesse, oltre vent’anni fa in questa città si pensò all’istituzione di una banca del territorio, risorsa che in questo momento di congiuntura economica avrebbe fatto decisamente comodo a molte imprese ed attività commerciali, perché pur tenendo presenti le tante vicende negative che recentemente hanno coinvolto altrettanti istituti di credito, sarebbe sciocco pensare che una eventuale banca locale e quindi radicata nel nostro tessuto economico fosse così scellerata da effettuare una stretta sul credito alle imprese locali nel bel mezzo di una crisi economica.

Promotori dell’iniziativa furono molti sorani, tra cui il compianto notaio Antonio Venditti ed il gia menzionato Antonio Altobelli. Chiedo venia per tutti coloro che non ho citato, ma essendo fortunatamente ancora semigiovane (ho quasi 37 anni), conservo solo qualche ricordo d’infanzia legato al sogno chiamato Banca Popolare di Sora.

L’idea, purtroppo, non si trasformò in realtà per una serie di motivi che francamente conosco ben poco e che desidero tralasciare per focalizzare l’attenzione sulla bontà del progetto. Che oggi, nel 2013, è ancora attualissimo: basti pensare che a Biella stanno seguendo lo stesso identico percorso.

Il 12 Febbraio, difatti, si è costituito il gruppo promotore del “Banco di Biella”. Ci sono imprenditori, commercianti, artigiani, sindacalisti, professionisti, operai, dirigenti e addirittura pensionati. Il loro intento principale, scorrendo le colonne de Il Sole 24 Ore, è “incrementare fiducia e coesione nel territorio”. La Banca sarà ad azionariato popolare e la quota minima sarà di 500 euro: in pratica, anche quelli come me potrebbero comprare un’azione.

La cosa più bella è che nessun socio azionista potrà detenere più dello 0,50% del capitale, vale a dire 50mila euro dei 10 milioni totali che rappresentano il capitale minimo richiesto dalla Banca d’Italia per dar vita ad nuovo istituto di credito. Non solo: anche chi possiederà una sola azione avrà diritto ad un voto in assemblea.

Che dire, è una cosa bellissima: un esempio di amore per il territorio. Orbene, cari Antonio e Antonio, cari tutti voi che pensaste alla Banca Popolare di Sora, non vi sbagliavate. Era la strada giusta da percorrere per godere di autonomia finanziaria nei confronti della Provincia, della Regione, del Governo. E potrebbe ancora esserlo, per due motivi: primo, l’amore per Sora ed il suo territorio si tramanda di padre in figlio e quindi in questa nostra amata città ci saranno sicuramente persone disposte a sedersi nuovamente intorno ad un tavolo per discutere del progetto; secondo, a Sora ci sono una ventina di banche ma non c’è la nostra, quella di Sora, quella del cuore.

Lorenzo Mascolo – Sora24

Commenti

wpDiscuz
Menu